La Corte, custode della Costituzione repubblicana, ha sottoposto in via pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea alcune questioni interpretative dell’art. 325 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, nonché della sentenza Taricco della Corte di Giustizia medesima. Una vittoria dell’Unione delle Camere Penali Italiane che, anche grazie alle sue iniziative politico-culturali, è riuscita ad aggregare la migliore dottrina penalistica in difesa di detti principi.
La Corte, custode della Costituzione repubblicana, con l’ordinanza n. 24/2017, depositata oggi, ha sottoposto in via pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea alcune questioni interpretative dell’art. 325 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, nonché della sentenza Taricco della Corte di Giustizia medesima.
La parola torna, dunque, ai giudici di Lussemburgo, ma nella motivazione della Consulta risaltano una serie di affermazioni che non consentiranno alla Corte UE di travolgere alcuni principi fondamentali del nostro ordinamento costituzionale: principio di legalità penale nei suoi tre corollari; natura sostanziale della prescrizione; estraneità alla giurisdizione del perseguimento di scopi politico-criminali; soggezione del giudice alla legge.
Una vittoria dell’Unione delle Camere Penali Italiane che, anche grazie alle sue iniziative politico-culturali, è riuscita ad aggregare la migliore dottrina penalistica in difesa di detti principi.
Roma, 27 gennaio 2017
Il Presidente dell'Unione delle Camere Penali Italiane
Avv. Beniamino Migliucci
Il Responsabile del Centro Marongiu
Avv. Lorenzo Zilletti
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