12/01/2016
Solidarietà all'Ordine dei Giornalisti.

L'Osservatorio sull'informazione giudiziaria dell’Unione delle Camere Penali Italiane esprime la propria solidarietà al giornalista Antonino Monteleone e all'Ordine dei Giornalisti, per il sequestro di un filmato, disposto dalla Procura di Roma, presso il canale La7.

L'Osservatorio sull'informazione giudiziaria dell’Unione delle Camere Penali Italiane non si è  tirato indietro per segnalare alla pubblica opinione le perverse dinamiche che a volte si realizzano tra media e magistratura inquirente, ma il segreto professionale e la tutela delle fonti dei giornalisti sono sacri, esattamente come dovrebbero esserlo  le conversazioni tra avvocato e proprio assistito.

Il sequestro disposto dalla Procura di Roma di un filmato, mandato in onda lo scorso 26 novembre dal canale La7, durante la trasmissione Piazzapulita, con le dichiarazioni di un agente di Polizia che denunciava l'inadeguatezza dell'equipaggiamento di sicurezza in vista del Giubileo, è da considerarsi un espediente per aggirare il rispetto del segreto professionale e della tutela delle fonti. La Procura, infatti, non ha chiesto al giornalista Antonino Monteleone, autore dell’intervista, di indicare l’identità dell’agente, ma ha proceduto al sequestro presso il canale La7  del filmato integrale dell’intervista, privo degli accorgimenti tecnici necessari per evitare l’identificazione della fonte. L'Osservatorio sull'informazione giudiziaria esprime pertanto la propria solidarietà al giornalista Antonino Monteleone e all'Ordine dei Giornalisti, denunciando il rischio che simili iniziative finiscano con lo scardinare i principi essenziali della democrazia, tra cui anche quelli a tutela della libertà di informazione. Non a caso, la stessa Procura, continua a rivendicare la possibilità dell'ascolto delle conversazioni tra avvocato e proprio assistito.

I principi di libertà, in uno stato di diritto, sono i pilastri della democrazia.

 

Roma, 12 gennaio 2016

 

L'Osservatorio sull'informazione giudiziaria dell’UCPI