...... primo consuntivo del Convegno sulla evoluzione della giurisprudenza della Corte di Cassazione.
Terminata la due giorni romana (e non solo: in videoconferenza avevamo Ancona, Brindisi, Cagliari, Milano, Palermo, Reggio Calabria e Venezia), possiamo intanto dire che la novità più rilevante è stata di metodo: l’avvocatura penalistica non soltanto si è interrogata, ma ha anche schiettamente interpellato magistratura ed accademia su alcune delle questioni più problematiche del processo penale nella sua fase di legittimità.
Ciò a partire dallo stesso ambito del giudizio di cassazione, del quale abbiamo denunciato l’inaccettabile indeterminatezza (con quel che ne consegue – tra l’altro – in termini di ammissibilità o meno dei nostri ricorsi), proseguendo con le sempre più evidenti questioni, in termini di legalità, del giudizio abbreviato, e con il fecondo, ma a sua volta contrastato, rapporto tra giurisdizione interna e sovranazionale in materia di diritti dell’uomo.
Non è ancora tempo per una sintesi approfondita dei contenuti del convegno, che –per la loro complessità– meritano adeguata riflessione; di certo, l’avvocatura delle Camere penali intende ormai affrontare i nodi critici del processo da protagonista, non rassegnandosi soltanto a prendere atto di “massime” tanto autorevoli quanto talora discutibili: il compito non è facile, trattandosi di coniugare la libertà intellettuale che consente di additare “il re nudo” con la preparazione necessaria per cogliere l’essenza delle problematiche di volta in volta ritenute di rilievo.
Ci aspetta dunque un impegno, ed un lavoro, lungo e complesso, ma l’esordio è stato di qualità; resta inteso che ce n’est qu’un début.
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