Pubblichiamo, con un breve commento, la proposta di regolamento sull’Ufficio del pubblico ministero europeo licenziata dalla Commissione europea il 17 luglio scorso. Seguirà, dopo un'attenta disamina della stessa, un documento in tema di raccolta degli elementi di prova, controllo giurisdizionale sugli atti del Procuratore europeo e garanzie difensive.
In allegato la proposta 17 luglio 2013 della Commissione Europea relativa all'istituzione della Procura europea. La presentazione della proposta costituisce la prima fase dell'iter legislativo che dovrebbe concludersi con l'adesione degli Stati membri ( esclusi, allo stato, Danimarca, Irlanda e Regno Unito) durante la presidenza di turno italiana, indicativamente attorno alla seconda metà del 2014. Il regolamento proposto dovrà essere adottato all'unanimità dagli Stati membri in sede di Consiglio, previo consenso del Parlamento europeo. Diversamente, sulla base dei trattati, un gruppo di almeno nove Stati membri potrà instaurare una cooperazione rafforzata. Si tratta della creazione di uno spazio di giustizia europea finalizzato a tutelare gli interessi finanziari dell'UE, che trova il suo fondamento nell'art. 86 del Trattato sul funzionamento dell'Unione. Dal punto di vista strutturale la proposta di regolamento prevede un Ufficio centralizzato, composto da un Procuratore europeo e da quattro sostituti. La Procura europea dovrebbe svolgere la sua azione attraverso una struttura decentrata, con procuratori europei ( propri degli Stati nazionali) delegati a svolgere le indagini e ad esercitare l' azione penale, avvalendosi della dotazione e del personale proprio dei singoli Stati. Il Procuratore europeo dovrebbe coordinare l'azione investigativa, assicurando una tutela più efficace ed incisiva nelle indagini transfrontaliere. Il controllo giurisdizionale sugli atti della Procura europea dovrebbe essere affidato ai giudici nazionali, competenti, secondo le regole processuali vigenti in ciascuno Stato membro, ad intervenire in tema di perquisizioni, sequestri, intercettazioni, ecc. Il diritto alla traduzione e interpretazione degli atti, il diritto all'informazione e all'accesso agli elementi di prova e il diritto a farsi assistere da un avvocato in caso di arresto dovrebbero essere centrali, richiamando le direttive già emanate dal Parlamento e dal Consiglio in materia, così come dovrebbero essere rafforzati i diritti processuali degli indagati e degli imputati. Ulteriormente rafforzati dovrebbero essere anche i diritti di difesa in tema di patrocinio a spese dello Stato e di richieste istruttorie. La proposta dovrebbe disciplinare, infine, le modalità di raccolta e utilizzo degli elementi di prova. Presto l'Osservatorio Europa UCPI predisporrà un documento di analisi e commento della proposta.
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Proposta regolamento EPPO del 17.7.2013 Scarica

