L'Unione segue i lavori per la creazione dell'Ufficio del Procuratore europeo, affermando, fin dalle fasi iniziali che sono ancora pieno appannaggio della burocrazia, i principi del giusto processo ed il rispetto delle garanzie. Una delegazione dell'Osservatorio Europa ha avuto un incontro a Bruxelles, in occasione del quale ha illustrato il documento dell'Unione che pubblichiamo con un breve resoconto.
Ufficio del Procuratore Europeo
European Public Prosecutor’s Office (EPPO)
Sintesi dell’incontro del 9 aprile 2013 dell’Osservatorio Europa dell’UCPI presso gli Uffici del Dipartimento Giustizia della Commissione Europea – Bruxelles
E’ da tempo che gli uffici tecnici della Commissione Europea stanno elaborando una proposta di Regolamento relativa all’istituzione dell’Ufficio del Procuratore Europeo.
Prima di presentare la proposta, e dare, quindi, inizio alle negoziazioni necessarie perché la Commissione possa adottare il Regolamento, è stato dato corso a informali consultazioni con istituzioni e associazioni che potessero contribuire ad elaborare un testo che, nelle intenzioni, tenesse conto con equilibrio delle diverse e talvolta divergenti prospettive dei vari soggetti interessati dalla ipotizzata nuova struttura investigativa.
Questo lo spirito con cui è stato organizzato l’incontro del 9 aprile 2013, presso la sede del Dipartimento Giustizia della Commissione Europea, con rappresentanti dell’avvocatura di alcuni stati membri.
All’incontro erano presenti, quali esponenti degli uffici tecnici della Commissione Europea, Peter Csonka, Head of Unit in charge of Criminal Justice, DG JLS, European Commission, Lothar Kuhl, Head of Unit, OLAF (Ufficio europeo per la lotta antifrode) Andrea Venegoni, magistrato, agente temporaneo presso OLAF.
In rappresentanza dell’Unione delle Camere Penali Italiane erano presenti Gian Paolo Del Sasso, supportato da due docenti universitarie, Francesca Ruggeri (Università dell’Insubria) e Silvia Allegrezza (Università di Bologna), che da tempo dedicano particolare attenzione alla materia, tutti componenti dell’Osservatorio Europa dell’UCPI.
Nella prospettiva dell’incontro il CCBE (Council of Bars and Law Societies of Europe), The German Federal Bar, il CSDPE (Centro Studi di Diritto Penale Europeo) e l’Osservatorio Europa dell’UCPI hanno predisposto e trasmesso distinti documenti volti a sottolineare i temi più delicati con riferimento alle indispensabili previsioni che garantiscano e proteggano i diritti dei cittadini e della difesa avanti l’ipotizzato Ufficio del Procuratore Europeo.
Durante l’incontro si è trovata conferma che, al più tardi con prossimo mese di settembre, la proposta di Regolamento verrà resa pubblica e che dunque un testo ben più che embrionale è già stato predisposto. Come atteso, però, i responsabili degli uffici tecnici della Commissione presenti all’incontro hanno evitato qualsivoglia anticipazione, cercando, viceversa, di raccogliere informazioni e valutazioni di cui poter tenere conto nell’ambito del proprio lavoro.
Sulla scia dei contenuti dei documenti sopra richiamati si è discusso di molti temi: (a) il controllo giurisdizionale e la possibilità di investire di alcune competenze la Corte di Lussemburgo; (b) la necessità che vi sia un’interpretazione uniforme delle norme che regolano l’attività dell’EPPO; (c) la necessità di prevedere efficaci sanzioni processuali in caso di violazione delle stesse; (d) lo sviluppo locale dell’Ufficio del Procuratore Europeo, in ipotesi da preferirsi ad un accentramento dello stesso; (e) la necessità di garantire le investigazioni difensive, laddove in alcuni stati membri non sono nemmeno contemplate o consentite; (f) la possibile previsione di una sorta di compensazione (risarcimento) nel caso di assoluzione – il rappresentante tedesco si è dimostrato sul punto particolarmente deciso –; (g) le modalità di garantire l’effettività della difesa, sia con riferimento alla preparazione degli avvocati, sia con riferimento alla retribuzione degli stessi; (h) il delicato tema della lingua degli atti e della traduzione degli stessi.
Queste e molte altre sono le tematiche che nel prossimo futuro dovranno essere affrontate e rispetto alle quali sarà davvero difficile trovare una chiave di sintesi che tenga conto della diversità, talvolta siderale, delle discipline e degli ordinamenti vigenti nei singoli Stati membri. Ed infatti, durante la discussione si è fatalmente assistito al moltiplicarsi dei problemi più che alla proposizione di soluzioni condivise.
Vero è anche che non è difficile, ma tantomeno costruttivo, porsi nell’ottica di una dialettica unilateralmente critica o peggio lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà di ordine tecnico che talvolta sono apparse difficilmente superabili.
Per il futuro, quindi, senza minimamente arretrare sul piano delle garanzie e dei diritti, la Giunta continuerà a partecipare al dibattito che in diverse sedi cercherà di giungere a quella difficile sintesi di cui si è fatto cenno.
In ogni caso, quel che è emerso in modo nitido durante l’incontro è che la Commissione intende procedere con determinazione avendo come principale obbiettivo il rafforzamento dell’efficacia degli strumenti di indagine.
Non mancheremo, quindi, unitamente alle istituzioni ed alle altre associazioni che rappresentano l’avvocatura in ambito europeo, di rappresentare con pari determinazione che (a) nell’interesse dei cittadini il tema delle garanzie e dei diritti deve avere uguale attenzione partendo da quei requisiti minimi suggeriti nel documento predisposto nella prospettiva dell’incontro e che (b) solo un avvocato indipendente e preparato può garantire il rispetto degli stessi.
L’Osservatorio Europa

