Osservatorio Misure Patrimoniali e di prevenzione.

L’UCPI è in prima linea nell’affrontare e contrastare la deriva autoritaria rappresentata dal sistema delle misure di prevenzione che, unitamente al continuo ampliamento di nuove confische, ha oramai determinato un sistema sanzionatorio parallelo, applicato all’interno di procedure tipicamente inquisitorie. In tale ambito, è anche necessario monitorare le nuove strutture – veri e propri centri di potere – di amministrazione giudiziaria dei beni oggetto di ablazione.



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12/08/2019

I BINARI DELLA GIUSTIZIA: QUALI GARANZIE?

Si terrà a Palmi nei giorni 20 e 21 settembre prossimi, presso la Casa della Cultura Leonida Repaci, il convegno dal titolo 'I BINARI DELLA GIUSTIZIA: QUALI GARANZIE?' organizzato dagli Osservatori UCPI 'Doppio Binario e Giusto Processo' e 'Misure patrimoniali e di prevenzione'.

Di seguito si indica l'indirizzo mail per iscriversi al convegno ed alla cena sociale di venerdì 20 settembre: segreteriacamerapenaledipalmi@gmail.com.

Il costo della cena è di Euro 35.00 a persona e si segnala che per ragioni organizzative le prenotazioni dovranno effettuarsi entro il 10 settembre all'indirizzo indicato.

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Novità Legislative

  I contributi

sezione in allestimento.....



Novità Giurisprudenziali

  Deposito Sentenza n. 178 Corte Costituzionale 31 luglio u.s.

La Corte Costituzionale, con la Sentenza n. 178 del 6 luglio 2021, depositata il 31 luglio 2021,  ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 67, comma 8, codice antimafia, nella parte in cui equipara gli effetti interdittivi previsti per la condanna di un reato previsto nella classe di cui all’art. 51, comma 3-bis, c.p.p. o per l’applicazione di una misura di prevenzione personale, alla condanna per i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Il decreto legge 113/18, convertito nella legge 132/18, di modifica dell’art. 67, comma 8. d.lgs. 159/11 aveva esteso automaticamente gli effetti interdittivi previsti dai commi 1, 2 e 4 dell’articolo 67 stesso alle condanne – confermate in grado di appello - per i delitti di truffa aggravata ai danni dello Stato e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, affiancandole alle ipotesi-presupposto già presenti, costituite dall’applicazione con provvedimento definitivo di una misura di prevenzione personale qualificata e dalla condanna nel doppio grado di merito per uno dei delitti previsti nel catalogo dell’art. 51, comma 3-bis, c.p.p.

La Corte Costituzionale, nella Sentenza appena depositata, evidenzia che gli effetti interdittivi della comunicazione antimafia derivano dall’applicazione di una misura di prevenzione personale e dalla condanna, pur non definitiva, per uno dei reati inseriti nel contenitore del 51, comma 3-bis, c.p.p., i quali <>, tant’è che essi attribuiscono <>, in ragione della complessità di accertamento di fattispecie che <>.

Gli stessi connotati – prosegue la Corte – non costituiscono il corredo genetico del 640-bis c.p., il quale <>.

Far dunque derivare automaticamente effetti di incapacitazione giuridica dalla condanna per il delitto in esame appare “non proporzionato” ai caratteri del reato e allo scopo di contrasto delle associazioni criminali, da cui il conflitto con l’articolo 3 della Carta.

Inoltre, la estensione di tali effetti interdittivi <>, derivandone altresì il contrasto con l’articolo 41 della Costituzione.

Come conseguenza della dichiarazione di illegittimità costituzionale del delitto di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche discende quella del  delitto di truffa aggravata ai danni dello Stato, per il quale i profili di irragionevolezza e sproporzione – evidenzia la Corte -  risultano ancora più enfatizzati, considerato il limite edittale di pena sensibilmente più basso di quello del 640-bis c.p.

 


  Revoca o incidente di esecuzione?

Nota a ordinanza di rimessione alle Sezioni Unite della questione inerente agli effetti della pronuncia della Corte costituzionale 24 gennaio 2019, (Cassazione penale, Sez. I, ordinanza 16 giugno 2021, n. 23547)

Il servizio novità della Corte di cassazione ha emesso un’informazione provvisoria in tema di misure di prevenzione patrimoniali, secondo cui, a seguito della camera di consiglio del 4 giugno u.s., la prima sezione della Corte stessa, ha rimesso il ricorso alle Sezioni unite, affinché dirimano la controversa questione inerente al rimedio esperibile avverso le confische applicate in conseguenza di norma dichiarata incostituzionale.

In particolare, il ricorso fa riferimento agli effetti della pronuncia della Corte Costituzionale n. 24 del 24 gennaio 2019, che ha, come noto, dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, lett. a), D.Lgs. 159/11, offrendo nel contempo un’interpretazione sui margini applicativi della successiva lett. b).

Il contrasto, intervenuto tra la sezione prima e la sezione sesta della Corte di cassazione, riguarda la scelta dello strumento adottabile per adeguare il giudicato alla sopravvenuta eliminazione della norma dall’ordinamento.

La sezione prima della Corte ritiene che il mezzo sia quello della revocazione ex art. 28 D.Lgs. 159/2011 perchè esso esaurisce nella fase di esecuzione <>, mentre il riferimento all’incidente di esecuzione, ex art. 666 e ss. c.p.p., integra le disposizioni del codice antimafia esclusivamente per la fase di cognizione, ex art. 7, comma 9, D. Lgs. 159/2011.

Di contro, la sezione sesta della Corte ritiene che lo strumento sia quello del procedimento di esecuzione previsto dal codice di rito, poichè l’adeguamento del giudicato in conseguenza di una pronuncia di illegittimità costituzionale non rientra tra le ipotesi individuate dall’art. 28 D.Lgs. 159/2011, la cui applicazione è altresì limitata sul piano operativo dalla necessaria azionabilità entro i sei mesi dalla verifica della condizione che la legittima.

Per di più – sostiene sempre la Corte - l’eventuale utilizzo dell’istituto della revocazione sarebbe destinato a sfociare in percorsi processuali differenti ove si tratti di misura personale e reale, con rischio ulteriore di contrasti di tipo valutativo.



Questioni di legittimità costituzionale

  Art. 67_comma 7_codice antimafia

La questione è fissata per l’udienza pubblica del 6 luglio 2021.

Per una disamina più approfondita, si può leggere il commento di Marcello Fattore, componente dell’Osservatorio misure patrimoniali e di prevenzione Leggi qui