01/01/2026
Il capodanno telematico
Un breve commento al DM 206/2025 appena publicato con le nuove regole per la transizione del processo penale telematico
Anno nuovo, DM nuovo.
Come ormai consuetudine, è stato pubblicato il DM 206/2025, questa volta intitolato “REGOLAMENTO RECANTE NUOVE MODIFICHE AL DECRETO 29 DICEMBRE 2023, N. 217 IN MATERIA DI PROCESSO PENALE TELEMATICO».
Si tratta di un articolato molto breve, composto di 2 soli articoli, che apporta minimi aggiustamenti alla road map già tracciata dall’originario DM n° 217/2023, corretta una prima volta dal DM n° 206/2024.
In particolare, vengono inseriti due ulteriori commi all’originaria formulazione dell’art. 3.
Il comma 3-bis crea una nuova deroga all’obbligo di deposito telematico -per i soli soggetti abilitati interni- in relazione agli “atti, documenti e richieste relativi alle intercettazioni di comunicazioni telefoniche, informatiche o telematiche, nonché tra presenti” che potrà continuare ad essere effettuato anche con modalità analogiche sino al 30/6/2026.
Il comma 3-ter, invece, di fatto sancisce -questa volta sia per i soggetti abilitati interni che esterni- l’ultrattività sino al 31/3/2026 del comma 3, che già lasciava consentito, fino al 31/12/2025, il deposito analogico di “atti, documenti, richieste e memorie, nei procedimenti regolati dal libro IV, titolo I, capo VI e titolo II, capo III del codice di procedura penale, nonché in quelli relativi alle impugnazioni in materia di sequestro probatorio”.
La Relazione illustrativa che accompagna il provvedimento delinea gli intenti del Decreto.
Segnatamente, il richiamo a quanto evidenziato dal Dipartimento per l'innovazione tecnologica della giustizia, ovvero la necessità di “monitorare con attenzione l'andamento dei nuovi flussi negli uffici giudiziari e di consentire un progressivo adattamento organizzativo e applicativo in ambiti che incidono direttamente sulla libertà personale e sulle garanzie difensive” in modo da “assicurare che il pieno dispiegamento del processo penale telematico avvenga con il massimo livello di efficienza, affidabilità e rispetto delle garanzie costituzionali” consegna l’immagine di un legislatore secondario finalmente attento alla salvaguardia del corretto esercizio dei diritti delle parti processuali, soprattutto di quelli soggetti a termini di decadenza.
Peraltro, la dichiarata assenza di “difficoltà di natura tecnica” aiuta a sgomberare il campo da possibili reiterazioni di provvedimenti di auto sospensione degli obblighi ripetutamente emanati dai dirigenti di diversi uffici giudiziari nel corso del 2025.
L’allegato schema riassume le novità ed i futuri avanzamenti nel percorso verso la piena applicazione della riforma.
L’imminente rilascio del PDP 2.0 dovrebbe, finalmente, consentire ai difensori di iniziare ad accedere ai fascicoli informatici e questa sarà, certamente, la novità di maggior rilievo del 2026.
L’Unione, come ha sempre fatto, continuerà a monitorare la corretta applicazione, sia pratica che giurisprudenziale, dei principi del “giusto processo telematico”, a favorire e sostenere l’attività di formazione dell’avvocatura penalista ed a sviluppare ulteriormente l’interlocuzione con il Ministero, indispensabile per la pronta e condivisa soluzione delle criticità nell’utilizzo degli strumenti operativi.
Roma, 1° gennaio 2026
L'Osservatorio informatizzazione del processo penale
La Giunta
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Documento Giunta e Osservatorio informatizzazione del processo penale del 01.01.2026 Scarica

