05/02/2024
I suicidi nelle carceri e nei CPR, una strage che deve essere fermata. Il tempo finito.

Tragiche notizie continuano quotidianamente a giungere dagli istituti penitenziari italiani ed anche dai centri per il rimpatrio degli extracomunitari, un bollettino di guerra terrificante, un suicidio ogni due giorni! L’Unione Camere Penali Italiane ha già deliberato tre giorni di astensione per il 7, 8 e 9 febbraio prossimi anche per promuovere una forte sensibilizzazione su tutto il territorio nazionale dinanzi alle vergognose e ingiuste condizioni di detenzione, che spingono chi le subisce a preferire la morte, ed è pronta però ad ulteriori e più incisive forme di mobilitazione dell’avvocatura penalistica.  Il documento della Giunta e dell’Osservatorio Carcere.

Le tragiche notizie che continuano quotidianamente a giungere dagli istituti penitenziari italiani ed anche dai centri per il rimpatrio degli extracomunitari mostrano come il fenomeno dei suicidi delle persone private della libertà si risolva in una inarrestabile strage che impone da parte del Governo e della politica tutta l’assunzione di rimedi efficaci ed immediati.

Ancora oggi a Verona si registra l’ennesimo suicidio, il quinto in poco meno di tre mesi. E così a Caserta dove un detenuto disabile si è tolto la vita, il quarto dall’inizio dell’anno nell’intera Campania.

Un bollettino di guerra terrificante.

Un suicidio ogni due giorni!

Nel Cpr di Ponte Galeria un giovane di 22 anni è stato rinvenuto impiccato, innescando una sollevazione dei migranti ivi reclusi.

Giovani e meno giovani, detenuti definitivi con pene brevi da espiare o in attesa di giudizio. Detenuti con storie di disagio psichiatrico o che già avevano tentato in precedenza il suicidio. 

Una vera ecatombe a cui occorre aggiungere quella dei numerosi atti di autolesionismo, spia evidente di una situazione di diffuso disagio e di disperazione divenuta insostenibile per i detenuti, i trattenuti e per tutti coloro che in quei luoghi di detenzione prestano il loro servizio.

Negli istituti penitenziari il numero dei detenuti ha subito un aumento esponenziale. Si registra, secondo dati fermi al 31 dicembre 2023, una popolazione detenuta presente superiore alle 60.000 unità con una capienza consentita e tollerata pari a poco più di 47.000 posti.

Registriamo la presenza in carcere di oltre 15.000 detenuti in espiazione pene di breve durata (7.648 con una pena residua da 1 giorni a 12 mesi e 8.201 con residuo sotto i due anni). Abbiamo oltre 1.200 detenuti ultra-settantenni, una cifra mai raggiunta negli ultimi 20 anni!

Le scarse risorse di assistenza sanitaria, psicologica e psichiatrica e di personale di polizia penitenziaria e di operatori sono ulteriormente messe in tensione dal sovrannumero dei detenuti, aumentando il contenimento, l’isolamento, la frustrazione e la disperazione dei singoli, costretti in una condizione disumana e degradante, secondo quelli che sono i parametri convenzionali europei, senza che la politica riesca ad adottare i necessari provvedimenti per eliminare quelle condizioni già stigmatizzate dalla CEDU con la sentenza Torreggiani. Occorre ricordare che i parametri minimi europei sono comunque lontani da ciò che la nostra stessa Costituzione dovrebbe esigere.

Nonostante il dramma in atto, ci troviamo infatti ancora dinanzi ad enunciati generici volti a ridimensionare il fenomeno o addirittura ad affermarne la normalità, o infine ad una politica degli annunci.

Si parla di caserme in disuso, di implementazione di nuovi penitenziari, di ristrutturazione di padiglioni oggi inutilizzati, di prossime assunzioni – invero del tutto insufficienti – del personale necessario anche a prevenire il fenomeno suicidario. Annunci del tutto irrealizzabili e comunque non orientati verso un reale mutamento delle modalità di esecuzione della pena e l’abbandono della visione carcerocentrica della giustizia penale.

Occorrono interventi straordinari come l’adozione di un atto di clemenza generalizzato ovvero provvedimenti in grado di incidere nell’immediatezza come un decreto legge che contenga interventi immediatamente deflattivi: concessione della liberazione speciale anticipata per ogni semestre detentivo espiato, misure detentive extramurarie straordinarie per detenuti in espiazione breve e per detenuti ultra settantenni, misure straordinarie per l’utilizzo immediato di personale necessario a garantire l’osservazione, la prevenzione dei fenomeni suicidari e l’opera rieducativa dei detenuti, e la considerazione concreta della attuale condizione di sovraffollamento degli istituti penitenziari quale elemento di valutazione nella adozione e nel mantenimento di misure cautelari carcerarie.

A queste immediate misure deve necessariamente seguire l’adozione della riforma dell’Ordinamento Penitenziario già pronta per essere attuata, frutto del lavoro di Commissioni Ministeriali.

L’Unione Camere Penali Italiane ha già deliberato tre giorni di astensione per il 7, 8 e 9 febbraio prossimi anche per promuovere una forte sensibilizzazione su tutto il territorio nazionale dinanzi alle vergognose e ingiuste condizioni di detenzione, che spingono chi le subisce a preferire la morte.

L’Unione è pronta però ad ulteriori e più incisive forme di mobilitazione dell’avvocatura penalistica perché si adottino, in tempi brevi, tutti i rimedi volti alla realizzazione di una pena costituzionalmente orientata, in grado di rispettare la vita e la dignità di tutte le persone private della libertà personale.

Roma 5 febbraio 2024

La Giunta

L’Osservatorio Carcere UCPI

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