Il Garante dei diritti dei detenuti della regione Lazio lancia l’allarme sulle condizioni di salute di Marcello Dell’Utri e il quotidiano “Il Tempo” ha iniziato una raccolta di firme per la sua scarcerazione.
Il Garante ha affermato che “Il medico del carcere di Rebibbia, in una recente relazione del 10 maggio su Dell’Utri, ha descritto un quadro clinico grave per le pluripatologie diagnosticate, tanto da ritenere la sua situazione incompatibile con il regime carcerario”, ma, “il 31 maggio scorso il Magistrato di Sorveglianza ha rigettato in via provvisoria, l’istanza di sospensione della pena per motivi di salute … e l’udienza di trattazione del caso è stata fissata per il 21 settembre … ad oltre cinque mesi di distanza dal deposito dell’istanza di sospensione pena per motivi di salute” (Il Tempo).
Ancora una volta sono i personaggi famosi ad accendere i riflettori sul sistema Giustizia che non funziona ed in particolare sull’esecuzione delle pene lontana dai principi costituzionali e dalle norme dell’ordinamento penitenziario.
I Garanti dei diritti dei detenuti sollecitano, quotidianamente in tutt’Italia, l’intervento per reclusi affetti da patologie che andrebbero immediatamente curate ed il ritardo spesso genera minorazioni definitive se non la morte. I decessi in carcere, nel 2016, sono stati 115 e, al 21 giugno scorso, siamo a 53. Una media di circa 10 morti al mese. Un numero enorme se si tiene conto del dato che l’età media dei reclusi non è certo quella per cui la perdita della vita è un fatto naturale.
Ci auguriamo che Dell’Utri possa avere un’anticipazione della decisione sulla sua istanza, ma vogliamo continuare a denunciare l’assordante silenzio dei media sulle problematiche della detenzione. Sui morti comuni, sulle malattie prese in carcere, sulla dignità calpestata, sulla vergogna di celle umide e maleodoranti, su servizi igienici a vista, sulla detenzione speciale che vieta il trattamento individualizzato, su liberazioni anticipate che vengono decise quando il detenuto è stato già scarcerato, sull’assenza di educatori e psicologi, e su tutte le altre situazioni e circostanze oggetto anche di condanne da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Ben venga l’iniziativa de “Il Tempo”, ma sia per tutti i detenuti e per la dignità stessa del nostro Paese.
Roma, 29 giugno 2017
L’Osservatorio Carcere dell’Unione delle Camere Penali Italiane
DOWNLOAD
-
nota del 29.06.2017 Scarica

