26/10/2015
L'Osservatorio Carcere visita la Casa circondariale di Como e denuncia lo stato di reclusione di 5 bambini.

Con una lettera inviata al Ministro della Giustizia e al Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, l'Unione Camere Penali chiede l'immediato trasferimento delle madri con i loro bambini e la chiusura della c.d. "area nido" che ha carenze igieniche e strutturali.

Nel corso della visita in oggetto, i rappresentanti dell’ Osservatorio Carcere dell’Unione Camere Penali Italiane hanno, purtroppo, dovuto constatare la presenza di quattro donne, detenute unitamente ai loro bambini. Tale incresciosa circostanza sappiamo essere comune anche ad altri istituti di pena. Nel ricordare l’impegno assunto dal Sig. Ministro, di arrivare a “quota zero” entro la fine dell’anno, definendo tale situazione “una vergogna da superare”, vogliamo denunciare l’assoluta urgenza d’intervenire nella Casa Circondariale di Como.

Qui lo spazio definito “area nido”, lo si riconosce solo dai disegni sui muri. Una stanza accoglie una donna con un bambino appena nato, mentre in un altro locale vi sono le altre tre, una delle quali madre di due gemelle. Il bagno, situato fuori dalle stanze, è comune ed è costituito da box docce e box wc aperti . Le condizioni igieniche sono pessime, con un lavandino che perde acqua. Spigoli e scalini non garantiscono l’incolumità dei piccoli, tre dei quali hanno da poco iniziato a camminare.

La c.d. “area nido” fu chiusa alla fine del 2013, con il trasferimento delle madri all’istituto di Bollate, ma recentemente ne è stata disposta la riapertura, senza alcun tipo d’intervento strutturale che potesse giustificare tale scelta.

Ai bambini, inoltre, non è consentito guardare oltre il muro di cinta, con gravissime ricadute sulla vista, che vanno ad aggiungersi agli altri concreti pericoli per la salute, dovuti ad ambienti certamente a loro non adatti.

Non possiamo che definire quanto visto, “una vergogna” che necessita di un immediato provvedimento che disponga il trasferimento delle detenute in strutture idonee e l’immediata chiusura del citato reparto.

Restiamo in attesa di riscontro.

Distinti Saluti.

Avv. Beniamino Migliucci

Presidente dell'Unione delle Camere Penali Italiane

Avv. Riccardo Polidoro

Responsabile Osservatorio Carcere UCPI

Roma, 26 ottobre 2015