L'UCPI, con l'Osservatorio Carcere, denuncia l'assenza di un pur minimo sostegno psicologico.
L’Unione Camere Penali Italiane, con il suo “Osservatorio Carcere” , in merito al suicidio di due detenuti, in poche ore nel carcere di Regina Coeli, denuncia l’assoluta insufficienza del trattamento individuale e le carenze delle sezioni “nuovi giunti”. Queste morti, sono morti annunciate e molte altre sono state evitate. Nel 2014, vi sono stati 44 suicidi, 933 tentativi e 6.919 atti di autolesionismo. Ad oggi, nel 2015 i suicidi sono stati 24, circa quattro ogni mese. Quelli di Roma rappresentano la drammatica situazione che ancora – nonostante la riduzione del sovraffollamento – vivono le nostre carceri. Due uomini, uno detenuto da tempo, l’altro appena rinchiuso, si sono tolti la vita perché lasciati soli, perché nessuno ha saputo cogliere il loro evidente malessere.
Se i numeri sono diminuiti, continuano a diminuire anche le risorse. Lo psicologo, quando c’è, può dedicare solo pochi, spesso inutili, minuti al detenuto, perché quel fugace incontro deve essere assicurato anche ad altri.
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma valuterà eventuali responsabilità penali, ma sin da ora è evidente la colpa del mondo politico che da decenni non riesce a dare dignità all’esecuzione penale.
In questo allarmante quadro, che vede tra l’altro i Tribunali di Sorveglianza oberati di lavoro e privi del personale necessario per smaltirlo, si stanno svolgendo gli Stati Generali, voluti dal Ministro della Giustizia. Un’occasione unica e importante per portare nei nostri istituti di pena la legalità chiesta dall’Europa e sancita dalla Costituzione, ma che dovrà trovare, all’esito dei lavori, un’opinione pubblica e una classe politica pronta a concretizzare quanto elaborato.

