Oggi il nostro obiettivo non é più solo quello di interloquire con i detenuti e con tutti gli operatori che lavorano all'interno di un carcere, di portare le loro voci nella società e nella realtà giuridica, scoprendo e rivelando ciò che avviene dietro quelle mura. Quali difensori delle garanzie e dei diritti di ogni persona, vogliamo monitorare l'attuazione di quelle circolari del DAP, fortemente caldeggiate dalla Commissione Palma, che hanno lo scopo di eliminare la disumanità della pena e di far sì che "pena" sia solo la privazione della libertà e null'altro in più. Continueremo a segnalare tutti i casi in cui tali direttive sono state ignorate oppure hanno avuto un'attuazione meramente burocratica, perché non basta aprire le celle per otto ore per rendere meno disumana la pena se in quelle otto ore il detenuto non potrà fare altro che fissare il muro del corridoio invece del muro della cella.
Il 19 marzo una delegazione dell'Osservatorio si é recata nell'Istituto di Opera a Milano e un'altra nella Casa Circondariale di Vicenza.
Abbiamo deciso di visitare il carcere di Vicenza per cercare di capire se le criticità denunciate dal CPT erano state superate e se gli impegni assunti dal Governo avevano avuto concreta attuazione.
Ricordiamo, infatti, che dal 13 al 25 maggio 2012 il CPT aveva effettuato una visita periodica in alcune carceri italiane tra cui la Casa Circondariale di Vicenza. Il rapporto del CPT e la risposta del Governo italiano sono stati resi pubblici il 19 novembre 2013. Nel carcere di Vicenza la delegazione del CPT aveva raccolto un certo numero di segnalazioni di maltrattamenti (calci e pugni) inflitti ai detenuti dal personale penitenziario e di un eccessivo ricorso alla forza. Il Comitato aveva raccomandato che delle segnalazioni contenute nel rapporto fossero informati organi esterni e la magistratura e che fossero messe in atto procedure di segnalazione chiare.
Il Governo italiano nella risposta dá atto di una visita effettuata al carcere di Vicenza dall'Ufficio per l'attività ispettiva e il controllo, che ha poi redatto un rapporto.
Sono emerse situazioni preoccupanti per quanto riguarda la gestione complessiva dei detenuti, ancorata a rigorosi sistemi custodiali.
Sono stati segnalati diversi episodi di maltrattamenti, di cui una relazione informativa è stata depositata presso l'Ufficio locale del procuratore della Repubblica. La gestione di detta struttura carceraria è "segnata da una connotazione custodialistica basata su una rigorosa applicazione del concetto di ordine e sicurezza".
Al termine della visita, il direttore del carcere di Vicenza era stato invitato a riconsiderare la rigidità dei metodi adottati, che non affrontano il disagio, che spesso si manifesta attraverso atti di autolesionismo, sanzionando i meccanismi di questo tipo, che a volte avviene senza la partecipazione effettiva del detenuto.
Nel corso di un incontro con il Provveditore Regionale, il direttore del carcere ha comunicato che le modifiche avevano avuto inizio (con lettera del 12 marzo 2013).
Con lettera del 18 aprile 2013, indirizzata al direttore del carcere, l'Amministrazione ha raccomandato che il personale sia informato che ogni forma di maltrattamento subito dai prigionieri non sarà tollerato e sarà punito, e ha raccomandato anche che qualsiasi episodio in relazione agli infortuni inerenti a maltrattamenti deve essere segnalato alla Procura della Repubblica.
Nei giorni scorsi la Procura di Vicenza ha chiesto il rinvio a giudizio di 15 agenti della polizia penitenziaria per maltrattamenti nei confronti di detenuti, fatti accaduti dal luglio 2012 al gennaio 2013.

