20/12/2007
Bozza Riccio sul nuovo cpp: un'occasione persa. L'UCPI formula poi due proposte di revisione costituzionale

Dopo le osservazioni sul progetto di nuovo codice di procedura penale, realizzate in collaborazione con il Centro Studi "Aldo Marongiu", l'UCPI licenzia anche due proposte di revisione costituzionale collegate alla recente vicenda del Trattato europeo. All'interno i vari documenti e le relazioni predisposte dai penalisti italiani

Bozza Riccio sul nuovo codice di procedura penale: un'occasione persa. L'UCPI formula  anche un documento per la revisione di alcuni articoli della Costituzione. I due elaborati

 

Dopo le osservazioni sul progetto di nuovo codice di procedura penale, realizzate in collaborazione con il Centro Studi "Aldo Marongiu", l'UCPI licenzia anche due proposte di revisione costituzionale collegate alla recente vicenda del Trattato europeo. All'interno i vari documenti e le relazioni predisposte dai penalisti italiani


 

 

 

 

Visualizza il documento elaborato dell'UCPI e dal Centro Studi Giuridici e Sociali "Aldo Marongiu" sul progetto di nuovo codice di procedura penale


Visualizza la proposta di revisione dell'art. 76 della Costituzione

 

 

Visualizza la proposta di revisione degli artt. 25 e 77 della Costituzione.

 

 

 

UE:PENALISTI, 2 DDL PER VOTO PARLAMENTO SU RECEPIMENTO NORME

(ANSA) - ROMA, 21 DIC - Due disegni di legge per fare in modo che le direttive o le decisioni comunitarie vengano recepite nell'ordinamento giuridico italiano solo attraverso l'intervento e il voto esclusivo del Parlamento e non con la ''pericolosa prassi'' della delega legislativa del governo. Cosi' l' Unione delle Camere Penali vuole rispondere al Trattato firmato recentemente a Lisbona ''da cui potrebbero derivare rischi per le nostre garanzie processuali'' facendo arretrare l' Italia sul terreno del diritto.
Le due proposte di ddl sono state trasmesse oggi dal presidente dell' Ucpi, Oreste Dominioni, ai ministri della Giustizia e delle Politiche comunitarie, ai presidenti di Camera e Senato, e a quelli delle commissioni affari costituzionali e Giustizia. I ddl intervengono rispettivamente sull'articolo 76 e sugli articoli 25 e 27. Dare l' ultima parola al Parlamento sul recepimento delle decisioni Ue rappresenterebbe, secondo Dominioni, ''una forma di verifica democratica tale da limitare i rischi di incrinatura dei principi costituzionali e dei diritti fondamentali che potrebbero provenire da disposizioni europee in materia penale''. (ANSA).