10/11/2012
Di ritorno da Gradisca con la percezione che il CIE sia peggio del carcere

La prima volta dell'Unione in un CIE, e non è stato un bel vedere. Il Presidente Spigarelli, con le Avv. Alborghetti e Calcaterra dell'Osservatorio ed il Presidente Cattarini della Camera Penale di Gorizia hanno trovato condizioni in definitiva peggiori che nelle carceri. Se si pensa che non dovrebbe essere un luogo di detenzione...

Dalle carceri ai Centri di identificazione ed espulsione. Per la prima volta, le Camere Penali varcano le porte di un CIE, quello di Gradisca d'Isonzo a Gorizia. Una delegazione dell'Unione Camere Penali Italiane, guidata dal Presidente Valerio Spigarelli, insieme agli Avvocati Annamaria Alborghetti e Antonella Calcaterra dell'Osservatorio Carceri UCPI e al Presidente della Camera Penale di Gorizia, Avv. Riccardo Cattarini, ha verificato le condizioni di vita di coloro che vi sono ospitati, le problematiche della struttura e le criticità. E' un luogo di effettiva detenzione dove gli stranieri, in vista dell'espulsione, in attesa della sola identificazione, sono trattenuti anche per tempi fino a 18 mesi. E ciò in condizioni igieniche desolanti, ammassati anche in dieci nelle celle. I CIE sono luoghi, almeno in questo caso, peggiori delle carceri, dove le persone sono private della libertà e delle garanzie minime a tutela della dignità umana. Di fatto si tratta di una vera e propria detenzione amministrativa, peraltro proibita dal nostro ordinamento, che non gode di alcuna delle garanzie giurisdizionali previste dalla normativa penitenziaria. La Giunta

Roma, 9 novembre 2012