Una realtà non degna di un Paese moderno, nonostante i grandi sforzi della direzione del carcere, quella riscontrata dal Presidente Spigarelli, dai componenti di Giunta Deorsola, Menzione, Franco, dal Responsabile dell'Osservatorio Carcere De Federicis e da una delegazione delle Camere Penali locali in visita oggi al carcere Ucciardone di Palermo. La situazione drammatica che vivono i detenuti, tra sofraffollamento e condizioni igeniche precarie, non può far altro che rafforzare la convinzione che il carcere deve essere l'estrema ratio.
COMUNICATO STAMPA
Carcere dell’Ucciardone non all'altezza di un paese moderno
Sovraffollamento e condizioni igieniche precarie in alcuni padiglioni fatiscenti, acqua razionata e celle surriscaldate dal caldo soffocante di questi giorni. Diversa invece la situazione dell’ottava sezione, ristrutturata di recente, dove ci sono docce nuove e condizioni di detenzione dignitose di un paese civile. Questa è la situazione riscontrata nel corso della visita di oggi pomeriggio al carcere palermitano dell’Ucciardone. Il sovraffollamento resta anche qui ai limiti dell’invivibilità: i detenuti presenti nella struttura sono infatti 531, contro una capienza regolamentare di 290, una capienza tollerabile di 302 e una massima di 381 posti disponibili. Nonostante gli sforzi della direttrice del carcere per migliorare le condizioni di vita dei detenuti, come confermato anche dagli stessi, la quinta e la sesta sezione sono state chiuse perché fatiscenti, e la settima sta per chiudere. Opposte le condizioni dell’ottava sezione, dove invece si vede un miglioramento delle condizioni di detenzione. In un quadro generale dove c’è un uso patologico della custodia cautelare, anche all’Ucciardone il 50% dei detenuti è in attesa di giudizio, un numero altissimo che supera la media nazionale pari al 42%. La struttura carceraria prevede inoltre in servizio solo 5 educatori e 6 psicologi (in servizio per solo 4 ore a testa al mese) per oltre cinquecento detenuti: davvero pochi per fornire un'assistenza adeguata.
Roma, 10 luglio 2012
La Giunta

