08/07/2026
Intercettazioni a Perugia: l'Unione replica al Procuratore Generale, il rifiuto della trasparenza è inaccettabile

L'Unione delle Camere Penali Italiane rende pubbliche la risposta del Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Perugia alla richiesta di diffondere pubblicamente le conclusioni delle verifiche svolte sulla gravissima vicenda delle intercettazioni dei colloqui tra difensori e assistiti presso la Casa circondariale di Perugia e la propria replica.

La risposta del Procuratore Generale, anziché chiarire le ragioni del rifiuto opposto alla richiesta di trasparenza formulata dall'Unione, rende ancora più evidente la necessità che le conclusioni degli accertamenti siano finalmente rese conoscibili. Nella replica trasmessa in data odierna l'Unione ha evidenziato come i poteri di vigilanza attribuiti dalla legge al Procuratore Generale e la competenza funzionale che gli artt. 16 e 17 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale gli attribuiscono in materia disciplinare nei confronti degli ufficiali e degli agenti di polizia giudiziaria, presuppongano necessariamente un completo accertamento dei fatti. L'Unione ribadisce di non avere mai chiesto la divulgazione di atti coperti da segreto o di informazioni riservate. È stato chiesto esclusivamente che siano conoscibili le conclusioni delle verifiche svolte e le iniziative adottate, o che si intendano, adottare affinché una violazione tanto grave del diritto di difesa non possa mai più ripetersi. La vicenda investe uno dei principi fondamentali dello Stato di diritto. La riservatezza delle comunicazioni tra difensore e assistito tutela il cittadino nei confronti del potere pubblico. È del tutto inopportuno e fuori luogo invocare la riservatezza per impedire ai cittadini di conoscere come l'autorità giudiziaria abbia esercitato i propri poteri di vigilanza e di controllo proprio a fronte della violazione di quella garanzia fondamentale. La corrispondenza intercorsa sarà trasmessa al Consiglio Superiore della Magistratura e al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Perugia affinché, nell'ambito delle rispettive attribuzioni, possano svolgere le valutazioni di competenza. L'Unione delle Camere Penali Italiane proseguirà con determinazione ogni iniziativa istituzionale necessaria fino a quando non saranno pienamente chiarite le modalità con cui una violazione tanto grave del diritto di difesa si sia potuta verificare, e non saranno adottate tutte le misure necessarie affinché fatti di questa natura non si ripetano mai più.

Roma, 8 luglio 2026

La Giunta