Il premio Giornalismo e Informazione Giudiziaria 'Massimo Bordin', giunto alla sua settima edizione, è stato assegnato al professore e editorialista Guido Vitiello. Pubblichiamo le motivazioni della giuria
Il premio Giornalismo e Informazione Giudiziaria 'Massimo Bordin', giunto alla sua settima edizione, è stato assegnato al professore e editorialista Guido Vitiello. Scrittore, saggista, e docente universitario, si divide tra l'insegnamento accademico e una poliedrica attività editoriale. Cura per Il Foglio la rubrica quotidiana Il Bi e il Ba, uno spazio dedicato a micro-saggi, riflessioni di costume e paradossi culturali, con argute riflessioni sulla giustizia.
Nei suoi saggi ha esplorato i territori della memoria, dell'esegesi cinematografica, e della giustizia. Tra i suoi libri si segnalano, in particolare, In nome della legge. La giustizia nel cinema italiano, e Non giudicate. Conversazioni con i veterani del garantismo (Liberilibri, 2012), in cui “quattro grandi garantisti riflettono sulla giustizia”: Mauro Mellini, Domenico Marafioti, Corrado Carnevale, Giuseppe di Federico. Una riflessione su emergenzialismo, populismo giudiziario e crisi della magistratura, nella quale vengono analizzati temi di ancora stringente attualità, quali l'equiparazione della criminalità comune o politico-amministrativa ai paradigmi emergenziali tipici della lotta alla mafia, con conseguente compressione delle libertà individuali, l'utilizzo del processo come strumento mediatico e sociale volto a soddisfare il bisogno di punire dell'opinione pubblica, a discapito della presunzione d'innocenza, e le logiche correntizie e il carrierismo che minano l'indipendenza e l'imparzialità del giudizio della magistratura.
La Giuria, all’unanimità, ha inteso assegnare a Guido Vitiello il premio che sarà consegnato a Rimini, in una sessione del X Open Day dell’Unione Camere Penali Italiane che si terrà il 12 e 13 giugno 2026.
Di seguito la motivazione
Per la capacità di saper raccontare, analizzare e difendere i valori del garantismo e dello Stato di diritto unendo al rigore logico la leggerezza dell'ironia, attraverso un approccio multidisciplinare con gli strumenti della letteratura, del giornalismo, del cinema e della psicologia. Grazie a saggi importanti come “Non giudicate. Conversazioni con i veterani del garantismo” e ai suoi quotidiani e irriverenti interventi sulla stampa, decostruisce i tic, le derive moralistiche e le ipocrisie del giustizialismo mediatico.
La Giuria: Francesco Petrelli, Rinaldo Romanelli, Nicola Mazzacuva, Luca Andrea Brezigar, Giorgio Varano.
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