Voto sì. La riforma della giustizia rende l’Italia più moderna e rompe il potere delle correnti. Nessuno vuole sottomettere i magistrati.
Queste parole Marco Minniti le ha pronunciate in un’intervista a Il Foglio, spiegando le ragioni del suo sostegno al referendum sulla riforma della giustizia. Secondo l’ex ministro dell’Interno e senatore del Partito Democratico, la riforma non mira a «sottomettere i magistrati», ma a riportare efficienza e credibilità al sistema giudiziario, riducendo il peso delle correnti interne e avvicinando l’Italia agli standard delle democrazie europee. ?
Minniti ricorda che già con la riforma Vassalli del 1989, che introdusse il processo accusatorio, si immaginava un sistema più moderno e distinto nelle funzioni: separare giudici e pubblici ministeri è quindi un completamento di quella visione, non una rottura.
Una riflessione che torna al merito delle garanzie, dell’imparzialità e dell’equilibrio del sistema giudiziario, e invita a una scelta informata alle urne.

