L’Unione delle Camere Penali e il Comitato per il Sì — denuncia le gravi mistificazioni contenute nella campagna del Comitato per il NO dell’ANM, che parla di giudici “dipendenti dalla politica” come se questo fosse l’oggetto del quesito referendario.
Ma il testo della riforma dice altro:
– l’articolo 104 della Costituzione, che garantisce autonomia e indipendenza della magistratura, non viene modificato;
– l’articolo 101, secondo cui il giudice è soggetto soltanto alla legge, resta intatto;
– la separazione delle carriere e l’istituzione di due Consigli superiori non introducono alcuna dipendenza politica, né per i giudici né per i pubblici ministeri.
Parlare di assoggettamento alla politica significa deformare la realtà e disinformare i cittadini.
E usare l’autorevolezza della magistratura per alimentare paura e disorientamento non è informazione: è propaganda.
Il referendum merita un confronto serio, basato sui testi e sui fatti.
Non sugli slogan.

