16/09/2025
Legalitą costituzionale e rispetto istituzionale

Le polemiche scatenate sui media dalle motivazioni della sentenza emessa dal Tribunale di Torino hanno ulteriormente smascherato il sentire della parte più giustizialista dell’opinione pubblica.
Il comunicato della giunta e degli osservatori doppio binario e giusto processo e pari opportunità

Le polemiche scatenate sui media dalle motivazioni della sentenza emessa dal Tribunale di Torino hanno ulteriormente smascherato il sentire della parte più giustizialista dell’opinione pubblica. Quella parte che ritiene che la giurisdizione debba essere esercitata sulla base di un consenso popolare che – pare fantasia ma è realtà – si manifesta con un clic. E accade che una sedicente “donna e madre”, sentitasi “turbata” dal provvedimento, ha lanciato una petizione online che invita a votare per la “rimozione immediata” del Giudice Paolo Gallo (non dei tre Giudici ma di lui solo).

In questo preciso momento le firme raccolte sono ben 39.156.

Sono quindi quasi quattro decine di migliaia le persone convinte che la magistratura debba mostrare “elogiabile integrità e un impegno verso le vittime di violenza” mediante – è evidente – l’emissione di sole sentenze di condanna. A una pena esemplare, ça va sans dire.

In questo contesto, la Giunta dell'Unione Camere Penali Italiane esprime profonda preoccupazione. È fondamentale sottolineare che la decisione del Tribunale che ha escluso la sussistenza degli elementi costitutivi del reato di maltrattamenti è il risultato di un'attenta e rigorosa valutazione delle prove. La sentenza si è basata sull'insussistenza di una condotta abituale, sull'assenza di precedenti atti di violenza fisica e, in alcuni passaggi, sull'inattendibilità della parte civile. Questi aspetti rappresentano pilastri irrinunciabili del processo penale e della ricerca della verità giudiziaria.

UCPI ribadisce con forza l'importanza del rispetto delle regole di valutazione della prova che devono essere applicate con imparzialità e rigore, indipendentemente dalla tipologia di reato contestato. È inaccettabile e contrario ai principi del giusto processo avanzare una presunzione di attendibilità automatica per le presunte vittime di determinate categorie di reati, come quelli previsti dal cosiddetto Codice Rosso. Ogni accusa deve essere supportata da prove concrete e verificabili, e la valutazione del giudice deve rimanere libera da condizionamenti esterni.

La Giunta e gli Osservatori Doppio Binario e Giusto Processo e Pari Opportunità, dopo un'approfondita analisi delle motivazioni della sentenza, esprimono ferma stigmatizzazione di questa indebita "invasione di campo" da parte di attori esterni al sistema giudiziario. Non è casuale la contestualità della pretesa defenestrazione popolare del giudice con la sua convocazione avanti la Commissione parlamentare d’inchiesta sui femminicidi che ha, di fatto, determinato un rischioso corto circuito costituzionale lesivo dei principi che regolano il nostro ordinamento democratico fondato, come noto, sulla separazione dei poteri dello Stato. È, infatti, compito esclusivo delle giurisdizioni superiori, qualora adite, correggere eventuali errori processuali. Il processo penale non può e non deve essere piegato a logiche variabili in funzione della natura dei reati o delle pressioni esterne. Le regole processuali e la legge devono garantire uguaglianza e certezza del diritto per tutti i cittadini, senza distinzioni. Ed in questi termini deve essere altrettanto stigmatizzata l’iniziativa della Presidente della Commissione parlamentare d’Inchiesta sui femminicidi che ha, non solo richiesto gli atti del procedimento ma anche l’audizione del giudice estensore della sentenza così palesemente violando le prerogative di autonomia ed indipendenza dei magistrati.

L’Unione auspica il ritorno a un dibattito sereno e costruttivo, che rispetti l'autonomia e l'indipendenza della magistratura e che si fondi sulla conoscenza approfondita degli atti processuali, evitando generalizzazioni e strumentalizzazioni che minano la fiducia nelle istituzioni giudiziarie e nel principio di legalità.

Roma, 16 settembre 2025

La Giunta
L’Osservatorio Doppio Binario e Giusto Processo
L’Osservatorio Pari Opportunità

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