Alla pubblicità regresso del calendario della “paura” promosso dal sottosegretario Delmastro Dellevedove preferiamo l’umanità e l’amara ironia del calendario “dado galeotto” promosso dalla redazione ristretti orizzonti nel carcere di Padova. Pubblichiamo il documento dell'Osservatorio Carcere
Il videoclip di presentazione del calendario istituzionale del Corpo di Polizia Penitenziaria, da un lato, certifica il fallimento del sistema carcerario italiano così come si presenta ai nostri occhi, dall’altro, contribuisce a rendere più marcata la distanza tra la funzione degli operatori penitenziari, polizia in primis, così come disegnata dalla Costituzione e la pressante, nemmeno più velata, sollecitazione, da parte delle istituzioni governative, ad un approccio securitario e, quindi, violento rispetto alle gravi disfunzioni e carenze che il carcere manifesta ogni giorno di più.
Mostrare gli agenti in tenuta antisommossa, con caschi e scudi protettivi, nell’atto di impugnare i manganelli, indossare i passamontagna, esercitarsi a sparare ad altezza d’uomo o ancora imbracciare e caricare le armi a canna lunga con mirini di precisione in dotazione ai reparti speciali della polizia penitenziaria, rappresenta il chiaro orientamento di questo governo, rispetto alle drammatiche condizioni in cui versano, oggi, le carceri, nonché la sua incapacità nell’affrontarle.
Dinanzi ad un sovraffollamento che ci sta portando a raggiungere il picco degli anni passati e che hanno visto l’Italia condannata dalla CEDU per le condizioni disumane e degradanti della detenzione. Dinanzi alla cifra record dei suicidi – ad oggi, quando ancora manca meno di un mese alla fine dell’anno, siamo a quota 87 – che segnalano il 2024 come l’anno dei record, consegnandolo, così, negli annali della storia repubblicana, come l’anno peggiore in assoluto. Dinanzi al numero record di morti “in e di carcere”, pari, complessivamente, a 233. Dinanzi ai dati sugli istituti e gli eventi critici registrati nell’ultimo anno nei penitenziari che dimostrano come il sistema sia avviato verso una implosione, le immagini pubblicitarie del calendario “della paura” sono un segno di resa da parte dello Stato che abdica ai suoi principi e doveri costituzionali, specie quelli disegnati dall’art. 27 Cost., per deviare verso una concezione arcaica e incivile che intende fare del carcere un gigantesco bagno penale.
Come già sottolineato dal Presidente UCPI, Francesco Petrelli, quello spot di “pubblicità-regresso” rappresenta, in maniera distorsiva, “un corpo in assetto di guerra, di uomini e donne dall’aspetto truce, in armi” contro un nemico seppure invisibile perché rinchiuso in anguste celle: la popolazione detenuta. Una rappresentazione che eccita il sottosegretario Delmastro Dellevedove e che costringe il Ministro Nordio a rispondere al Question Time, alla Camera, l’11 dicembre scorso, aggrappandosi a spericolate esegesi dell’inno di Mameli.
Noi, però, rimaniamo ancorati alla nostra Costituzione, fedeli ai principi dello Stato di diritto.
Al calendario della “paura” preferiamo il calendario da tavolo “Dado Galeotto”, realizzato dalla redazione di “Ristretti Orizzonti” del carcere di Padova, perché siamo convinti della necessità di ricordarci, per ogni giorno del prossimo anno, “che le condizioni del carcere non migliorano e i numeri del sovraffollamento e dei suicidi crescono drammaticamente” e che la vita detentiva può essere raccontata, più che con il passamontagna e lo sfollagente, “con ironia amara e profonda umanità” disegnata da un sensibile pennarello, fattosi strumento di speranza, denuncia e civile protesta.
Roma, 13 dicembre 2024
L' Osservatorio Carcere UCPI
Di seguito il link per il calendario “Dado Galeotto” 2025
Libera il galeotto che c’è in te
http://www.ristretti.it/commenti/2024/dicembre/calendario/index.htm
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Documento Osservatorio Carcere del 13.12.2024 Scarica

