07/08/2021
Maggiori garanzie per il diritto di difesa delle persone detenute

Nella riforma del processo penale sanata la palese violazione del diritto di difesa nell’art. 123 c.p.p., più volte denunciata dall’UCPI. Il documento dell’Osservatorio carcere.

Il testo che arriverà nei primi giorni di settembre al Senato prevede, tra l’altro, la modifica dell’art. 123 c.p.p., da tempo chiesta dall’UCPI. La vigente norma, che disciplina le dichiarazioni e le richieste di persone detenute ed internate, non prevede alcuna comunicazione al difensore di fiducia nominato. Proprio nessuna! Né la nomina, né eventuali impugnazioni o altro. La norma, infatti, indica come necessarie la sola iscrizione nell’apposito registro e l’immediata comunicazione all’autorità competente. La violazione del diritto di difesa è evidente! Sia perché il detenuto ritiene che l’Avvocato sia stato avvisato della nomina e quindi si sente tutelato, sia perché il Legale, ignaro di quanto accaduto perché nominato a sua insaputa, da un lato non potrà esercitare la sua attività professionale, né recarsi in carcere per il colloquio con l’assistito, dall’altro non è messo nelle condizioni di rinunciare eventualmente all’incarico. L’Avvocato avrà ufficialmente notizia della nomina da parte dell’Autorità Giudiziaria che procede, al momento della notifica del primo atto con obbligo di comunicazione al difensore.  La riforma dell’articolo, pertanto, s’imponeva e l’Unione Camere Penali Italiane, in questi anni ne ha più volte denunciato la necessità. Nel giugno del 2018, la Giunta e l’Osservatorio Carcere scrivevano al Ministro della Giustizia e ai Presidenti delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato sollecitando la riforma dell’articolato ed indicando specificamente l’integrazione da apportare con un nuovo comma 2 bis: “Le dichiarazioni, ivi comprese la nomina di difensore, le impugnazioni e le richieste di cui ai commi 1 e 2 sono contestualmente comunicate anche al difensore nominato”, sottolineando che le modalità di comunicazione erano a costo zero, perché possibili con gli indirizzi di posta elettronica degli Avvocati, il cui elenco era già in possesso dell’Amministrazione Penitenziaria. Ma solo il 29 luglio 2019, grazie al Deputato Lello Vitiello, che aveva recepito l’importanza dell’iniziativa dell’Unione, veniva depositata alla Camera la proposta di legge (N.2034) di modifica dell’art. 123. L’onorevole, nella premessa all’articolato proposto, che riprendeva testualmente quello indicato dall’UCPI, auspicava, vista la delicatezza e l’importanza della questione, una tempestiva approvazione.
La "tempestiva approvazione" non vi è stata, ma l’On.le Vitiello, nel corso della discussione tenuta in Commissione Giustizia sulla riforma del processo penale, ha presentato un emendamento per la modifica dell’art. 123 c.p.p., in cui ha trasferito il contenuto della proposta di legge. L’emendamento ha avuto pareri positivi ed oggi, finalmente, la richiesta formalizzata dall’Unione Camere Penali nel lontano giugno 2018, si avvia ad essere legge e consentirà ai detenuti di beneficiare immediatamente di una effettiva difesa tecnica. Il comma 14 dell’art. 2 della riforma inserisce, infatti, il comma 2 bis dell’art. 123 c.p.p., con la medesima formula indicata, all’epoca, dall’Unione Camere Penali Italiane.

Roma, 7 agosto 2021

L’Osservatorio Carcere UCPI