22/03/2020
Attivitą urgente degli studi professionali: chiariamolo subito. L'Unione ha chiesto l'intervento del Consiglio Nazionale Forense.

La richiesta di intervento del Consiglio Nazionale Forense, sollecitata stamattina dall’Unione. Pubblichiamo la lettera del Presidente Caiazza inviata questa mattina al Presidente f.f. del CNF Maria Masi

Cara Presidente,
il Governo, nella tarda serata di ieri, ha preannunciato l’entrata in vigore da lunedì prossimo di ulteriori restrizioni per contribuire alla permanenza in casa delle persone, tra l’altro prevedendo la chiusura degli studi professionali.
Da subito, sui social e nelle sedi di comunicazione virtuale, tanti colleghi hanno rappresentato difficoltà ed incertezze che possono discendere da provvedimenti non chiari e comunque la necessità che sia salvaguardata la possibilità per il professionista di accedere egli al proprio studio per le urgenze del suo lavoro che discendono dagli accadimenti più disparati, anche dall’attività giudiziale comunque in essere.
Noi avvocati penalisti, come del resto l’Avvocatura tutta, siamo personalmente impegnati, nel rispetto delle regole che le pubbliche autorità emanano a difesa della salute di tutti, e con passione svolgiamo una funzione di informazione e di raccomandazione in tal senso presso gli assistiti che contattano gli studi.
Non è certo pensabile che sia impedito ad un avvocato di recarsi nel proprio studio per svolgere l’attività che egli ritiene urgente – nella sua valutazione professionale – in relazione ai diritti e ai doveri dei cittadini che a lui si sono rivolti per essere assistiti.
Ovviamente al professionista è raccomandata, anche sul piano deontologico, massima attenzione, professionalità e discernimento per esercitare, in alcune situazioni, la deroga all’obbligo di rimanere in casa.
Il Presidente del Consiglio dei Ministri, nella sua comunicazione al Paese, ha detto che le ultime misure sono state adottate dopo aver sentito le parti sociali e le organizzazioni sindacali.
Riteniamo necessario che la rappresentanza istituzionale dell’Avvocatura proponga da subito, se possibile prima dell’emanazione del provvedimento, di essere sentita dal governo, al fine di rappresentare le esigenze dell’Avvocatura delle quali tener conto nella predisposizione dei cataloghi di comportamento.
Certo del Suo sollecito intervento e in attesa di indicazioni, Le invio i miei migliori saluti.

Il Presidente dell’Unione Camere Penali Italiane
Gian Domenico Caiazza

Roma, 22 marzo 2020