17/03/2020
Rischio epidemiologico e partecipazione a distanza del difensore: la posizione della Giunta.

Il documento della Giunta dell’Unione con le indicazioni per le camere penali territoriali in merito ai protocolli che prevedono la partecipazione a distanza del difensore a causa del rischio epidemiologico.

La Giunta dell'Unione delle Camere Penali Italiane,
 
considerato che
 
- in alcuni circondari le Camere penali territoriali sono chiamate, unitamente ai COA, a condividere protocolli operativi per la fase di emergenza sanitaria, che contemplano, su base volontaria, la possibilità di partecipazione a distanza del difensore, per l’udienza di convalida e per il processo che ne consegue, da luogo diverso da quello ove il Giudice tiene udienza o la persona ristretta si trova detenuta;
preliminarmente osserva:
 
- la drammatica eccezionalità delle condizioni sanitarie e sociali determinatesi, al momento con particolare virulenza nel Nord Italia ma in via di diffusione sull’intero territorio nazionale, a seguito della pandemia da coronavirus, pone le Colleghe ed i Colleghi impegnati in difesa di persone arrestate e detenute in condizioni di enorme difficoltà, e di rischio grave per la propria salute ed incolumità;
 
- di fronte a condizioni di tale estrema gravità, il sentimento della Giunta dell’UCPI non può che essere di piena, fraterna solidarietà, oltre che di sincero rispetto e di autentica considerazione per questa dolorosa esperienza;
 
- al tempo stesso, la Giunta non può sottacere come qualunque forma di smaterializzazione del processo penale si ponga non solo, all’evidenza, del tutto al di fuori delle leggi processuali che regolano la già controversa partecipazione a distanza nel processo penale, come noto limitata alla solo figura dell’imputato detenuto; ma ancor più concretizza la violazione dei principi costituzionali fondamentali del processo penale la cui difesa costituisce patrimonio ideale irrinunciabile dell’Unione delle Camere Penali;
 
- nemmeno può e deve sottacersi la preoccupazione insita nella costituzione di precedenti in tale materia, considerato il radicato malcostume italico di tramutare con immancabile sistematicità la eccezione in regola, in modo particolare proprio in materia penale e processuale;
 
tanto premesso e considerato,
ribadisce
 
- la propria solidarietà e vicinanza alle Colleghe ed ai Colleghi messi così duramente alla prova nell’esercizio del proprio dovere deontologico e professionale;
 
- la propria viva preoccupazione circa il rischio dell’instaurarsi di pratiche di smaterializzazione del processo penale, anticamera della smaterializzazione del diritto e dei diritti delle persone imputate, del diritto di difesa e della stessa dignità della funzione e del patrocinio difensivo;
 
invita 
 
in particolare le Camere Penali destinatarie di richieste di adesione a protocolli per l’emergenza, a sottolineare e ribadire con forza ed in ogni modo, anche con documenti di chiarimento verso i propri iscritti e verso gli stessi Uffici Giudiziari contraenti, la connotazione volontaria ma soprattutto assolutamente eccezionale e rigorosamente temporanea degli accordi sottoscritti o in via di sottoscrizione, esigendo anzi riscontro e condivisione di tale valutazione da parte di tutti i soggetti contraenti, con esplicito riconoscimento del valore eccezionalmente derogatorio di tali soluzioni rispetto ai fondamentali principi, anche costituzionali, regolanti il processo penale, così da renderli in nessun modo invocabili quali precedenti sintomatici di un qualche neppure implicito consenso degli avvocati penalisti all’eventuale futuro affermarsi di prassi di segno analogo.
 
Roma 17 marzo 2020
 
La Giunta