22/12/2019
Riforma Bonafede della prescrizione: la battaglia continua. Proposte di legge abrogative e referendum. La lettera del Presidente Gian Domenico Caiazza agli iscritti
Si chiude un anno che ha visto le Camere Penali Italiane protagoniste, ancora una volta, delle più importanti battaglie civili sui temi della giustizia penale con una intensissima attività politica e mediatica. L’entrata in vigore della sciagurata riforma Bonafede della prescrizione è purtroppo imminente. Di fronte a questo quadro, non solo non ci perdiamo d’animo, ma anzi rilanciamo il nostro impegno per l’abrogazione di quella sciagurata riforma, con due obiettivi immediati. 
Il primo sarà quello di costruire ed allargare il consenso politico intorno ad ogni concreta proposta di legge esplicitamente abrogativa di quella norma, a partire dal disegno di legge Costa, di imminente calendarizzazione.
Il secondo obiettivo sarà quello di incontrare tutte le forze politiche ed associative che si sono espresse contro la riforma Bonafede per sondare la concreta loro disponibilità a costituire con noi Comitati promotori di un referendum abrogativo. Occorrerà il coinvolgimento totale e prioritario di forze politiche di dimensione nazionale, pertanto chiederemo di incontrare nelle prossime settimane le forze politiche disponibili, nonché tutti i soggetti associativi ed istituzionali di quella Avvocatura Italiana che ha dimostrato in questi ultimi mesi grande attenzione e piena condivisione della battaglia da noi sostenuta, per comprendere se sia concretamente praticabile anche questo strumento di democrazia diretta, che ci consentirebbe un rilancio formidabile del nostro impegno civile. 
La lettera del Presidente Gian Domenico Caiazza ai presidenti e agli iscritti alle Camere Penali Italiane. 
A TUTTI I PRESIDENTI
A TUTTI GLI ISCRITTI
DELLE CAMERE PENALI ITALIANE
 
Carissime, Carissimi,
si chiude un anno che ha visto le Camere Penali Italiane protagoniste, ancora una volta, delle più importanti battaglie civili sui temi della giustizia penale.
La forza del populismo penale, in Parlamento e nella informazione, è strabordante: occorre averne lucidamente coscienza, acquisendo consapevolezza di quanto sia lunga e dura la strada della nostra lotta politica, innanzitutto evitando di alimentare illusorie aspettative di facili vittorie con ricette tecnicamente e politicamente impraticabili, a cominciare dalle astensioni nazionali “ad oltranza”.
Il nostro contrasto alla riforma Bonafede sulla prescrizione è iniziato all’indomani dell’improvvisato emendamento che la introduceva nel già allarmante contesto populista e giustizialista della “Spazzacorrotti”: era il 31 ottobre 2018. Da quel momento abbiamo prodotto un’impressionante progressione di iniziative che hanno lentamente ma inesorabilmente fatto crescere l’attenzione della pubblica opinione, delle forze politiche e dei media sui valori costituzionali e di libertà effettivamente messi in gioco con quella sciagurata riforma, introdotta in modo improvvisato e quasi furtivo.
Dalla grande manifestazione del Teatro Manzoni a Roma, che ha visto la saldatura tra penalisti italiani ed Accademia, all’appello dei 150 docenti al Presidente Mattarella sulla incostituzionalità della riforma della prescrizione; dal Manifesto del diritto penale liberale e del Giusto Processo fino alla formidabile Maratona Oratoria delle scorse settimane, il nostro impegno di contrasto a quella riforma – sostenuto da ripetute astensioni dalle udienze-  ci ha posto letteralmente alla guida di uno schieramento sempre più ampio di politica, cultura e media in difesa dei valori costituzionali da noi rivendicati.
Uno schieramento cresciuto a vista d’occhio, sempre più forte, autorevole e riconoscibile, ma pur sempre soccombente di fronte agli assetti di ben due successive e diverse compagini governative, con le rispettive maggioranze parlamentari, all’interno delle quali la pur dichiarata avversione a quella riforma non è riuscita ad impedirne l’affermazione. Prima votandola, ma differendone l’entrata in vigore di un anno; poi avversandola nei contenuti ma di fatto ormai soccombendo alla sua entrata in vigore, a fronte di riequilibri ad oggi del tutto oscuri e, a quanto ci è dato comprendere, del tutto velleitari, se non pretestuosi.
Di fronte a questo quadro, non solo non ci perdiamo d’animo, ma anzi rilanciamo il nostro impegno per l’abrogazione di quella sciagurata riforma, con due obiettivi immediati.
Il primo sarà quello di costruire ed allargare il consenso politico intorno ad ogni concreta proposta di legge esplicitamente abrogativa di quella norma, a partire dal disegno di legge Costa, di imminente calendarizzazione.
Il secondo obiettivo sarà quello di incontrare tutte le forze politiche ed associative che si sono espresse contro la riforma Bonafede per sondare la concreta loro disponibilità a costituire con noi Comitati promotori di un referendum abrogativo.
Occorre essere chiari su questo punto: la raccolta di 500mila firme valide e certificate è un obiettivo fuori portata per le sole forze delle Camere Penali territoriali. Occorrono energie, disponibilità militanti e finanziarie, sinergie istituzionali (segreterie comunali, consiglieri comunali e regionali impegnati in modo stabile) di una tale dimensione da esigere il coinvolgimento totale e prioritario di forze politiche di dimensione nazionale.
Chiederemo dunque di incontrare nelle prossime settimane le forze politiche disponibili, nonché tutti i soggetti associativi ed istituzionali di quella Avvocatura Italiana che ha dimostrato in questi ultimi mesi grande attenzione e piena condivisione della battaglia da noi sostenuta, per comprendere se sia concretamente praticabile anche questo strumento di democrazia diretta, che ci consentirebbe un rilancio formidabile del nostro impegno civile. Noi tutti siamo infatti ben consapevoli che il tema della prescrizione coinvolge questioni e tematiche ben più ampie dell’istituto in sé, che riguardano, in definitiva, l’idea stessa del processo penale e del valore non negoziabile dei principi costituzionali sui quali esso si fonda.
“Abrogare la riforma Bonafede della prescrizione” sarà la parola d’ordine dei penalisti italiani, insieme a tutti gli altri fronti sui quali come sempre saremo chiamati ad impegnarci. Di qui l’augurio della Giunta che ho l’onore di presiedere, e mio personale, a tutti ed a ciascuno di Voi: perché il 2020 sia un nuovo anno di lotta e di impegno civile per quei fondamentali diritti di libertà di tutti i cittadini che il nostro Statuto ci impegna a difendere e garantire con determinazione, passione e civile consapevolezza.
 
Un abbraccio fraterno
 
Roma, 22 dicembre 2019
 
Gian Domenico Caiazza