17/12/2019
Prescrizione: il Presidente Caiazza scrive al Ministro Bonafede

Il Presidente Caiazza ha inviato una lettera aperta al Ministro Bonafede, chiedendo i dati sulla prescrizione dei reati. In allegato la lettera.

Ill. Signor Ministro della Giustizia

On.le Alfonso Bonafede

 

Signor Ministro,

Lei conosce la fermissima opposizione dei penalisti italiani alla riforma della prescrizione che reca la Sua firma, e noi conosciamo la determinazione con la quale Ella respinge ogni invito –anche interno alla Sua maggioranza- almeno di replicare un nuovo rinvio della entrata in vigore di quella norma né più né meno che per le stesse ragioni che La indussero a disporne il primo.

Sappiamo anche che tale Sua determinazione –e dei parlamentari 5 Stelle- è tale da consentirLe di ignorare del tutto ben due appelli, sottoscritti da oltre 150 docenti di diritto penale, di procedura penale e di diritto costituzionale che già lo scorso anno e di nuovo oggi denunciano la gravità delle conseguenze connesse alla entrata in vigore della sua riforma. Prendiamo atto che per la Politica di questo Paese, ormai, l’opinione degli studiosi (del diritto, in questo caso), cioè di coloro sui cui libri e saggi si formano generazioni di magistrati, di avvocati ed ancora di docenti universitari, conta nulla rispetto alle più diffuse formule della comunicazione sui social e nei talk show.

Ma almeno la correttezza, completezza e trasparenza delle informazioni in possesso della Sua Amministrazione, Signor Ministro, non vorrà negarcela!  Il Movimento 5 Stelle ha sempre fatto, se mal non ricordiamo, del tema dell’accesso dei cittadini ai dati in possesso della Pubblica Amministrazione un cavallo di battaglia.

Ebbene, in tema di prescrizione i dati diffusi annualmente dall’ufficio Statistica del Ministero di Giustizia sono già molto significativi (60% di prescrizioni maturano prima della udienza preliminare, altro 15% matura prima della sentenza di primo grado), ancorché –anche di questo dobbiamo prendere atto- inutilmente significativi.

Ma nulla sappiamo di una pur doverosa disaggregazione di questi dati, che potrebbe da sola fornire una precisa informazione ai cittadini e, prima di essi, ai parlamentari chiamati a scelte decisive in questi giorni: quali sono i reati che si prescrivono, fase per fase?

Sappiamo che ogni anno si prescrive grossomodo il 10% del totale complessivo dei procedimenti penali, ma veniamo tenuti all’oscuro di quali siano i reati che si prescrivono, ed in quale percentuale ciascuno di essi.

Vi sentiamo ripetere che questa riforma sarà una svolta di civiltà perché abolirà questo odioso strumento di privilegio dei ricchi e dei potenti, che la “fanno franca”  dai reati di grave allarme sociale che essi commettono in tal modo impunemente, frustrando le  aspettative di Giustizia delle parti offese e di tutti i cittadini. Bene. Abbiamo il diritto di verificare questa affermazione con i numeri, con le statistiche?

Noi avvocati penalisti –ed anche i Magistrati, ci creda signor Ministro!- sappiamo perfettamente che la prescrizione è l’istituto più democratico, popolare, interclassista che esista nel nostro codice, e che sono centinaia di migliaia ogni anno (su milioni di procedimenti penali) i cittadini di ogni censo, ceto e professione a beneficiarne, ad onta della storiella dei potenti “impuniti”, utilissima ad alimentare fortune editoriali e politiche ma frutto della più colossale opera di mistificazione alla quale si sia potuti assistere in questi ultimi anni.

Ci metta a tacere una volta per tutte, Signor Ministro! Certifichi questa pretesa verità con la forza invincibile delle statistiche che tuttavia solo Lei –il suo Ministero, intendo- possiede. Ordini all’Ufficio Statistica di mettere a disposizione di tutti i Parlamentari, e di tutti i cittadini, i dati –degli ultimi dieci anni, diciamo- che ci consentano di sapere quali siano i reati falcidiati dalla vituperata prescrizione, e dunque a vantaggio di quali soggetti o categorie sociali ed in danno di quali.

In poche ore il Suo Ministero è nelle condizioni di fornire questa fondamentale informazione, che consentirà a tutti di formarsi una opinione consapevole e fondata sui fatti, non sulle formule o sugli slogan.

Siamo certi che in questa nostra richiesta di trasparenza e di accesso ai dati della Pubblica Amministrazione Lei –che ha voluto presentarsi come il Ministro che apre le stanze delle Istituzioni ai cittadini-  non vorrà e non potrà deluderci.

In rispettosa attesa di un Suo cortese riscontro, mi è gradita l’occasione per esprimerLe, a nome di tutta la Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane, i sensi della più viva cordialità.

 

Roma, 17 dicembre 2019

Avv. Gian Domenico Caiazza

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