22/10/2019
Osservatorio Carcere UCPI: la relazione dell'attivitą presentata al Congresso Straordinario

Pubblichiamo la relazione dell'attività svolta dall'Osservatorio Carcere UCPI, presentata a Taormina il 18-20 ottobre 2019, in occasione del Congresso Straordinario.

CONGRESSO STRAORDINARIO

Taormina 18 – 20 ottobre 2019

RELAZIONE ATTIVITA’

Responsabili Nazionale e Regionali. Una scelta positiva

La nuova struttura dell’Osservatorio ha iniziato a prendere forma dopo l’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario dei Penalisti a Padova il 15/16 febbraio scorso. L’organizzazione degli Osservatori voluta dalla Giunta che prevede la presenza di due Responsabili, aveva incentivato la modifica anche della disposizione interna dell’Osservatorio Carcere al fine di ottenere una formazione rafforzata e ben radicata sul territorio nazionale, che potesse fornire alla Giunta informazioni, proposte e strumenti, per denunciare le violazioni dei diritti nei confronti di coloro che sono privati della libertà personale.

La nomina dei Responsabili Regionali, per incentivare e coordinare l’attività delle Camere Penali, è stata una scelta giusta che ha consentito in tempi brevissimi lo scambio di notizie, opinioni, valutazioni e decisioni tra le Camere Penali territoriali, i Rappresentanti Regionali, i Nazionali e la Giunta. E’ stata inoltre favorita l’omogeneità delle iniziative.

Il nostro giudizio, pertanto, dopo circa otto mesi di lavoro è senz’altro positivo. Certo c’è ancora molto da fare e l’Osservatorio è pronto a fare la sua parte per fornire alle Camere Penali territoriali tutto il sostegno necessario alle loro attività in tema di detenzione.

L’attività svolta.

Relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario dei penalisti

Incontro con il Ministro della Giustizia e il Capo del DAP

Intervento sulla relazione del Consiglio d’Europa

Documenti sulla rivolta dei detenuti nel carcere di Trento

Documento sulla Relazione Annuale del Garante Nazionale

Documento sulle esternazioni di Davigo “Non si arresta troppo”

Documento sulla situazione del carcere della “Giudecca”

Documenti sulla mancata Riforma dell’Ordinamento Penitenziario

Intervento sulle dichiarazioni del DAP sul regime 41 bis

Intervento per salvare “Ristretti Orizzonti”

Contributo per la pubblicazione del libro sui lavori della “Commissione Giostra”

Incontri istituzionali per la Riforma dell’art. 123 C.P.P.

Documento con l’Osservatorio Europa sul sovraffollamento

Documento sul c.d. decreto sicurezza bis

Documento sulla rivolta dei detenuti nella Casa Circondariale di Poggioreale

Documento in difesa dell’Ufficio del Garante Nazionale dei Detenuti

Documento sulle ragioni dell’astensione del 9 luglio 2019

Visita alla Casa Circondariale di Trento

Visita alla Casa Circondariale di Viterbo

Visita alla Casa Circondariale di Livorno

Visita alla Casa di Reclusione di Gorgona
Visita alla Casa Circondariale di Palermo “Pagliarelli”

Visita alla Casa Circondariale di Firenze “Sollicciano”

Visita alla Casa Circondariale di Ferrara

Adesione all’iniziativa “Ferragosto in carcere” promossa dal Partito Radicale

Organizzazione del Convegno Nazionale “Emergenza Carcere” a Napoli il  9 luglio 2019 in occasione della giornata di astensione

Organizzazione del Convegno Nazionale “Eppur si muove. Carcere, Costituzione e Speranza” – Reggio Calabria 4-5/10/2019

Partecipazione a numerosi convegni e incontri.

 

Ferragosto in carcere

L’Osservatorio visita da anni gli istituti di pena, anche con videocamere, che hanno permesso di “vedere” ciò che veniva descritto nelle relazioni. Con la partecipazione all’iniziativa “Ferragosto in carcere” si è avuto un quadro d’insieme unico e importante, in quanto in tre giorni, dal 15 al 18 agosto scorso, le Camere Penali hanno visitato moltissimi istituti, dando l’ennesima prova di quanto l’Avvocatura sia sensibile alla difesa dei diritti che trovano tutela nella nostra Costituzione, ma che spesso sono dimenticati proprio da chi invece dovrebbe tutelarli.
Un particolare ringraziamento ai Presidenti, ai Referenti e a tutti i Colleghi che hanno partecipato, in giornate tradizionalmente dedicate al benessere personale.

Il documento e le relazioni sono sul sito dell’Unione.

 

L’integrazione dell’art. 123 C.P.P. per le comunicazioni al difensore.

Su iniziativa dell’Unione e dell’Osservatorio Carcere, è stata depositata alla Camera dei Deputati la proposta (N.2034) di riforma dell’art. 123 C.P.P. Il testo fa proprie, pressoché integralmente, le osservazioni dei penalisti per le comunicazione al difensore delle impugnazioni, dichiarazioni e richieste presentate dall’imputato detenuto o internato. Si legge, tra l’altro, nella proposta: “…Pertanto vari soggetti, primo fra tutti la Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane, unitamente all’Osservatorio Carcere della stessa Unione, chiedono di modificare l’articolo 123 del codice di procedura penale mediante l’introduzione di un nuovo comma che preveda, appunto, che le dichiarazioni, compresa la nomina di un difensore, le impugnazioni e le richieste di cui ai commi 1 e 2 del medesimo articolo siano contestualmente comunicate anche al difensore nominato…”.

Una “goccia” importante per la professione, in una tempesta di proposte di legge e di norme d’imminente entrata in vigore, che stravolgono il processo penale violando elementari diritti di civiltà giuridica.

Il documento e la proposta di legge sul sito dell’Unione.

Continueremo a seguire l’iter parlamentare augurandoci una tempestiva approvazione.

L’impegno per l’abolizione dell’ergastolo ostativo

Finalmente la decisione sull'ergastolo ostativo della CEDU nell'affaire “Viola c. Italia” è diventata definitiva, evidenziando la palese incompatibilità con l'art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti Umani in relazione alla “collaborazione” unica chance di libertà, in un giorno estremamente lontano, secondo l'Ordinamento Penitenziario.

“L'assenza della collaborazione non può sempre essere collegata a una scelta libera e volontaria né giustificata dalla persistenza dell'adesione ai valori criminali e dal mantenimento di legami con l'organizzazione mafiosa”, dubitando “sull'opportunità di stabilire un'equivalenza tra la mancanza di collaborazione e la pericolosità sociale della persona condannata” anche perché non è sempre detto che la collaborazione sia il segno di “un vero cambiamento” o di una “effettiva dissociazione dall'ambiente criminale”.

Occorre comunque tenere in considerazione “altri indici che consentono di valutare i progressi compiuti dal detenuto” anche come forma di dissociazione dal crimine.

Il sistema penitenziario italiano si pone il fine “di favorire il processo di reinserimento del detenuto”.

Costellare il sistema penitenziario di automatismi preclusivi di un trattamento di risocializzazione costituisce un grave vulnus per il detenuto

Inoltre, la Cedu segnala come “l'equivalenza tra l'assenza di collaborazione e la presunzione assoluta di pericolosità sociale” cristallizza “la pericolosità dell'interessato al momento della commissione del reato invece di prendere in considerazione il reinserimento e ogni progresso fatto dopo la condanna”, sottraendo al giudice il diritto/dovere “di verificare se il detenuto si è evoluto ed ha progredito sulla via del cambiamento” e se “il mantenimento della detenzione” abbia ancora un senso.

Nessuna lotta al crimine, nemmeno quella al flagello mafioso, può rappresentare una “deroga alle disposizioni dell'articolo 3 della convenzione che vieta in termini assoluti le pene inumane e degradanti.”

In poche battute, si demolisce il sistema del “diritto penale del nemico” e si ricorda che secondo l'art. 27 della Costituzione “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.

La CEDU ha indicato la strada per riportare nella legalità costituzionale il nostro sistema esondato, negli anni, di emergenza in emergenza.

Da subito (22 ottobre e 23 ottobre) la Corte Costituzionale sarà chiamata a valutare la compatibilità degli automatismi fissati dall'art. 4 bis dell'ordinamento penitenziario con l'art. 27.

E le immediate reazioni isteriche alla sentenza "Viola" di alcuni settori dell'informazione, della politica e della magistratura hanno impegnato l’UCPI a ristabilire e riaffermare principi di civiltà giuridica per troppo tempo calpestati benché scolpiti nella nostra Costituzione.

Attività in programma

Grazie al lavoro dei Responsabili Regionali e dei Referenti Locali, l’Osservatorio sta lavorando ad un documento che possa fornire un quadro particolareggiato delle singole situazioni nei diversi istituti di pena, dei Tribunali e degli Uffici di Sorveglianza.

In preparazione uno schema di lezioni da proporre alle Camere Penali Territoriali per avvicinare gli Avvocati all’Esecuzione Penale.
Si sta valutando la fattibilità di riproporre l’iniziativa “Detenuto per un minuto”, con un vero e proprio tour della “cella” nelle città.

In corso attività finalizzate a facilitare i contatti con le altre realtà che si occupano di problematiche relative all’esecuzione penale e in particolare alla detenzione, per costituire un fronte comune che possa avversare la deriva populista in tema di carcere.

Taormina, 18 – 20 ottobre 2019

Gianpaolo Catanzariti, Riccardo Polidoro, Maria Donatella Aiello, Simone Bergamini, Fabio Bognanni, Rocco Bruzzese, Romina Cattivelli, Giuseppe Cherubino, Michele D’Agostino, Fabio Della Corte, Piera Farina, Filippo Fedrizzi, Antonio Genovese, Roberta Giannini, Giuseppe Guastella, Luca Maggiora, Simone Mancini, Enrico Miscia, Davide Mosso, Raffaella Nardone, Giovanna Perna, Mario Petrucciani, Maria Teresa Pintus, Antonio Radaelli, Marco Russo, Francesca Sassano, Valentina Spizzirri, Gabriele Terranova, Renato Vigna, Franco Villa.

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