
Il 7 marzo 2007 il Governo ha approvato il disegno di legge sulla riforma dell’ordinamento giudiziario presentato dal ministro della Giustizia Clemente Mastella.
L’intervento mira a ristabilire l’assetto precedente la “riforma Castelli”, sancendo innanzitutto, persino in contrasto con lo stesso programma di governo dell’attuale maggioranza, l’“unicità delle carriere” fra giudici e P.M.
L’Unione delle Camere Penali Italiane ha immediatamente assunto una posizione di assoluta contrarietà a tale progetto, ispirato ad una concezione autoritaria, statalista ed illiberale della funzione giurisdizionale, che disegna la magistratura come corpo unico, autoreferente, autogovernato, forte ed invasivo, in grado di dettare le regole della politica giudiziaria del paese, di influenzare gli apparati amministrativi e di esercitare di fatto una funzione impropria e condizionante nel processo penale.
Le voci di dissenso nell’attuale maggioranza di governo sono minoritarie, ma ci sono. E il dibattito parlamentare che si svilupperà, verosimilmente a tappe forzate, nei prossimi mesi si preannuncia intenso.
Per consentire a tutti di seguire con consapevolezza e tempestività quel dibattito e di intervenire in merito ad esso, la Giunta ha ritenuto opportuno inserire sul sito uno spazio “dedicato” - così come avvenuto in materia di accesso, formazione e specializzazione - ove saranno man mano pubblicati tutti i documenti (di provenienza parlamentare, partitica, associativa, istituzionale, della Giunta e delle singole camere penali) in materia.
La Giunta U.C.P.I.