09/03/2019
Art. 4 bis o.p. e misure alternative alla detenzione: i primi riscontri alle iniziative dell’Unione.

Art. 4 bis o.p. e misure alternative alla detenzione: la nota della Giunta. In allegato la risposta del Governo in Commissione Giustizia, ed una importante ordinanza del GIP di Como.

La previsione di escludere dai benefici penitenziari anche i reati contro la pubblica amministrazione è non solo uno degli aspetti più odiosi, ma anche di certa incostituzionalità della legge cd. “spazzacorrotti”. 
L’iniziativa politica di denuncia dell’Unione ha consentito un primo risultato. 
Il Governo, in risposta alla mozione presentata dall’Onorevole Enrico Costa su sollecitazione della Giunta UCPI, ha assunto l’impegno per una norma transitoria, per escludere dalla limitazione quantomeno le persone condannate in via definitiva prima dell’entrata in vigore della nuova normativa. 
Presa di posizione confusa ed insufficiente, ma che riconosce quantomeno il problema della disparità di trattamento tra cittadini e della compressione dei diritti di chi sia stato condannato prima dell’entrata in vigore della nuova legge. 
L’iniziativa governativa determinerà comunque il dibattito sul testo della norma transitoria, ulteriore sede nella quale l’Unione farà sentire la propria voce, sollecitando le forze parlamentari che hanno dimostrato attenzione a questo tema. 
Intanto, la stessa magistratura inizia a prendere atto della non tenuta, sul piano dei principi costituzionali, delle previsioni della nuova legge. Va segnalata l’ordinanza di un GIP di Como, che accogliendo l’istanza della difesa, ha disposto la sospensione dell’ordine di esecuzione. 
Il provvedimento condivide la considerazione in ordine alla natura sostanziale di tutta la cornice sanzionatoria, comprensiva delle concrete modalità di esecuzione della pena. 
Altri provvedimenti riconducono alla necessità di una norma transitoria, come da ultimo un’ordinanza del Tribunale di Napoli. 
All’evidenza, si prospetta l’intervento della Corte Costituzionale, che peraltro con significative pronunce ha già segnalato l’esigenza che il trattamento sanzionatorio non possa prescindere dagli istituti finalizzati alla rieducazione e al reinserimento, limitando la possibilità della loro esclusione a condizioni di assoluta eccezionalità. 
L’Unione continuerà ad impegnarsi con determinazione per l’affermazione del principio di irretroattività del trattamento penitenziario sfavorevole, sia in sede parlamentare, sia sostenendo le iniziative giudiziarie che affermino l’incompatibilità dell’attuale normativa con i principi costituzionali.
 
Roma, 9 marzo 2019
 
La Giunta