24/01/2019
GIORNATA DELL’AVVOCATO MINACCIATO: 24 GENNAIO 2019

L’Unione delle Camere Penali Italiane aderisce, come già nel passato, all’iniziativa internazionale “Day of the Endangered Lawyer”. Giunta alla nona edizione, la Giornata dell’Avvocato Minacciato viene celebrata in tutto il mondo il 24 gennaio di ogni anno per ricordare l’anniversario della strage avvenuta il 24 gennaio 1977 e ricordata in Spagna con il nome di “Matanza de Atocha”, quando un commando di terroristi entrò in un ufficio di avvocati giuslavoristi situato, per l’appunto a Madrid in Calle de Atocha, ed aprì il fuoco uccidendone cinque e ferendone quattro.

GIORNATA DELL’AVVOCATO MINACCIATO: 24 GENNAIO 2019 

L’Unione delle Camere Penali Italiane aderisce, come già nel passato, all’iniziativa internazionale “Day of the Endangered Lawyer”. Giunta alla nona edizione, la Giornata dell’Avvocato Minacciato viene celebrata in tutto il mondo il 24 gennaio di ogni anno per ricordare l’anniversario della strage avvenuta il 24 gennaio 1977 e ricordata in Spagna con il nome di “Matanza de Atocha”, quando un commando di terroristi entrò in un ufficio di avvocati giuslavoristi situato, per l’appunto a Madrid in Calle de Atocha, ed aprì il fuoco uccidendone cinque e ferendone quattro.

Il focus quest’anno è sulla drammatica situazione degli avvocati turchi.

Non è la prima volta che l’attenzione si concentra sulla Turchia ma, come è ormai noto, gli avvocati turchi debbono fronteggiare quotidianamente difficoltà e pericoli sempre più gravi.

La Turchia, negli ultimi due anni, è stata governata sotto l’egida dello stato di emergenza e durante questo periodo sono stati arrestati numerosi giornalisti, accademici, giudici, pubblici ministeri, attivisti dei diritti umani e naturalmente avvocati.

Secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, dal 15 luglio 2016, data del tentato golpe, ad oggi, sono stati arrestati più di 594 avvocati fra i quali 14 Presidenti o ex Presidenti di Ordini Forensi; 1546 sono sotto processo e 218 sono stati condannati a lunghe pene detentive. Inoltre, 34 associazioni forensi sono state sciolte.

Nei processi a loro carico, gli avvocati vengono accusati proprio perché difendono coloro che sono sospettati di essere terroristi. Il rischio per gli avvocati penalisti è talmente alto che è diventato estremamente difficoltoso per chi viene arrestato trovare un avvocato che non sia imputato in un processo.

Anche dopo la revoca dello stato di emergenza nel luglio 2018, i processi politici contro gli avvocati non si sono fermati. Emblematico è il caso dell’avv. Selahattin Demirtas, figura autorevole dell’Hdp (Partito democratico dei popoli, filocurdo), in detenzione provvisoria dal novembre 2016, accusato di dirigere “un’organizzazione terroristica” e di “propaganda terroristica e istigazione a commettere reati” che rischia fino a 142 anni di carcere se riconosciuto colpevole.

Nonostante il 20 novembre 2018 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo abbia condannato la Turchia per violazione degli artt. 5, paragrafo 3 e 18 della Convenzione per aver compresso la dialettica democratica strumentalizzando la misura cautelare in atto nei confronti dell’avv. Demirtas allo scopo di impedirgli di partecipare alla campagna elettorale per il referendum sulla revisione costituzionale del 2017, ad oggi, per quanto è noto, non è ancora stato dato seguito all’ordine della Corte di mettere fine nel più breve tempo possibile alla sua custodia cautelare.

I Principi Fondamentali delle Nazioni Unite sul ruolo degli Avvocati sono costantemente violati dai pubblici ministeri e dai giudici turchi, in particolare il n. 18 secondo cui “Gli avvocati non devono essere identificati con i loro clienti o con le cause dei loro clienti come conseguenza dell’esercizio della loro funzione”.

Anche la Raccomandazione agli Stati membri n. R(2000)21 del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ha riconosciuto espressamente la libertà dell’esercizio della professione forense nell’ambito della c.d. “Grande Europa”.

Quasi ogni settimana viene celebrato almeno un processo contro un avvocato, specialmente a Istanbul. Per questo è evidente che gli avvocati ancora liberi stanno praticando la professione con il rischio elevatissimo di essere improvvisamente arrestati.

Ricordare quello che sta accadendo a tanti colleghi turchi serve a denunciare la situazione a livello internazionale per affermare che tutto ciò è inaccettabile e che questo stato di cose deve cessare immediatamente.

L’Unione delle Camere Penali Italiane, con l’Osservatorio Europa e l’Osservatorio Avvocati Minacciati, si fa strumento per diffondere l’idea che l’avvocato è la sentinella della tutela dei diritti e difensore dei diritti umani e tutti i Governi devono assicurare che egli possa svolgere la sua attività professionale senza subire alcuna intimidazione, impedimento, molestia o illecita interferenza, in ossequio al Principio n. 16 dei Principi Fondamentali delle Nazioni Unite sul ruolo degli Avvocati.

Roma, 24 gennaio 2019

La Giunta U.C.P.I.

L’Osservatorio Europa

L’Osservatorio Avvocati Minacciati

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