30/07/2018
Carcere duro anche per i minorenni

Le Commissioni Giustizia procedono non rispettando la delega in difformita’ dei principi costituzionali. L’UCPI pronta ad un’immediata protesta.

 

Esterrefatti! Non vi può essere altro termine per descrivere la sensazione che si prova nell’apprendere che le Commissioni Giustizia di Camera e Senato vorrebbero introdurre le limitazioni previste dall’art. 4 bis dell’Ordinamento Penitenziario anche ai condannati minorenni. Il lavoro all’esterno, i permessi premio e le misure alternative alla detenzione non verrebbero concessi, così come previsto per gli adulti.

Fino a qualche giorno fa tale possibilità sarebbe stata impensabile, in quanto il dibattito giuridico verteva esclusivamente sulla possibilità di limitare al massimo gli ostacoli posti dall’art. 4 bis, che in alcuni casi appaiono ingiustificati e mirati esclusivamente a scopi investigativi. Abbandonare tale discussione, per consolidare tali ostacoli ed addirittura estenderli ai minorenni non può che lasciare stupiti e spaventati.

L’Unione Camere Penali Italiane, con il proprio Osservatorio Carcere, denuncia il pericolo di tale scelta che vede ancora una volta i neo-parlamentari non tener conto dei principi costituzionali e, nel caso specifico, ignorare i limiti imposti dalla Delega per la Riforma dell’Ordinamento Penitenziario.

La discussione in Commissione Giustizia, infatti, non può riguardare l’“universo-mondo”, ma deve essere ancorata alle direttive fornite dalla delega del Parlamento al Governo ed avere ad oggetto la verifica se gli schemi sottoposti a valutazione siano rispettosi di tali prescrizioni.

Piaccia o no la Legge Delega prevede tutt’altro e se davvero se ne vuole stravolgere il contenuto lo si faccia in altra sede e in altri momenti, adottando scellerate scelte di politica giudiziaria di cui sarà necessario assumersi la responsabilità per intero.

Lo schema di decreto, che il 24 aprile 2018 il precedente Consiglio dei Ministri ha trasmesso alle Camere, si propone di introdurre, nel rispetto della delega ricevuta dal Parlamento, una normativa speciale per l'esecuzione della pena nei confronti dei condannati minorenni al fine di adattare la disciplina dell'ordinamento penitenziario alle specifiche esigenze di tali soggetti, con particolare riguardo al peculiare percorso educativo e di reinserimento sociale di cui gli stessi necessitano in ragione della giovane età.  Si vuole adeguare il quadro normativo alle numerose pronunce della Corte Costituzionale e agli impegni assunti dall'Italia con la sottoscrizione di atti internazionali ed europei. In particolare, contrariamente a quanto oggi sostenuto dalle  Commissioni Giustizia, si vuole un’esecuzione penale diversa da quella prevista per i maggiorenni, escludendo qualsiasi sbarramento all’accesso ai benefici, favorendo le misure penali di comunità quali misure alternative alla detenzione.

Estendere ai minorenni il regime speciale del carcere duro, rappresenta l’ennesimo tassello del mosaico repressivo voluto dal Governo che, in nome di un facile ed immediato consenso, è pronto a tradire la Costituzione e a far precipitare il nostro Paese nel buio totale di uno Stato primitivo.

L’Unione Camere Penali vigilerà su quest’ennesimo attentato alla Carta Costituzionale, pronta a manifestare il suo dissenso.

 

Roma, 27 luglio 2018

 

La Giunta

L’Osservatorio Carcere UCPI

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