29/06/2018
Gił le mani dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo - Keep your hands off ECHR

La replica dell’Unione alle dichiarazioni del Ministro dell'Interno che vorrebbe chiudere la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

UCPI's reply to the statements made by the Minister of the Interior wishing to "close" the European Court of Human Rights

A seguito della pronuncia della Corte europea dei diritti dell’uomo G.I.E.M. e altri contro Italia, emessa ieri, molti organi di stampa hanno rilanciato l’ennesima esternazione del Ministro dell’interno, che in questa occasione ha chiesto la “chiusura” di “certe istituzioni”, riferendosi evidentemente alla medesima Corte.

Il Ministro (al quale ricordiamo che le sue opinioni non rappresentano più gli elettori del partito di provenienza, ma l’intera nazione) dimostra sicuramente di non avere ben chiaro né il sistema convenzionale né le caratteristiche della Corte, se pensa che l’organo di tutela dei diritti fondamentali del Consiglio d’Europa possa essere “chiuso” come un ufficio aperto al pubblico.

La migliore risposta all’ulteriore e plateale attacco alla tutela dei diritti fondamentali è contenuta nella sentenza stessa, specie nella opinione separata del Giudice Pinto de Albuquerque, che con chiara preveggenza evidenzia come le feroci critiche al sistema convenzionale provengano da formazioni politiche che cavalcano il malcontento popolare nell’ottica di trovare facile consenso.

Ed è particolarmente significativo il suo richiamo a una Corte che tutelerebbe, secondo dette critiche “terroristi, pedofili e criminali di ogni tipo contro la maggioranza innocente, gli immigrati abusivi e pigri contro i lavoratori solerti, o certe minoranze privilegiate contro la persona di strada disagiata”.

Poiché però temiamo che né il Ministro abbia letto la sentenza, né qualcuno gliela leggerà a breve, gli consigliamo almeno di cercare notizie sulle pronunce della Corte - che da decenni correggono le storture degli ordinamenti nazionali assicurando uno standard minimo di tutela dei diritti fondamentali a beneficio della generalità dei consociati - anche quando sono difficili da digerire per l’elettore della strada.

Sminuire così grevemente una istituzione che da decenni tutela la democrazia e la pace in Europa, con affermazioni che fanno il paio con i frequenti attacchi al diritto di difesa, desta ancora più preoccupazione perché, se si tratta di una boutade, non è degna del ruolo che il Ministro rappresenta, se, invece, propone maldestramente una linea politica futura, pone il nostro ordinamento in un “Paleolitico giuridico” che dovremmo avere superato da tempo.

Roma, 29 giugno 2018

La Giunta

La Commissione UCPI per i rapporti con l’Avvocatura e le Istituzioni internazionali

 

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Keep your hands off ECHR

Following yesterday’s ruling by the European Court of Human Rights, G.I.E.M. and others against Italy, many newspapers have reported the words of the Minister for the Interior, who, on this occasion, called for the “closing” of “certain institutions”, obviously referring to the same Court.

The Minister (to whom we remind that his opinions no longer represent the voters of his party of origin, but the entire nation) certainly shows that he does not have a correct understanding, neither of the conventional system nor of the characteristics of the Court, if he thinks that the body protecting the fundamental rights of the Council of Europe can be "closed" as an office open to the public.

The best response to the further and blatant attack to the protection of fundamental rights is included in the judgment itself, especially in the separate opinion of Judge Pinto de Albuquerque, who, with clear foresight, shows that the fierce criticism to the conventional system comes from political groups that take advantage of popular discontent in order to gain consent. And his reference to a Court that would protect, according to these criticisms, "terrorists, pedophiles and criminals of all kinds against the innocent majority, illegal and lazy immigrants against diligent workers, or certain privileged minorities against the person in distress" is particularly significant.

However, since we fear that neither the Minister has read the judgment nor anyone will read it shortly, we advise him at least to seek information on the Court’s rulings, which for decades have been correcting the distortions of national legal systems by ensuring a minimum standard of protection of fundamental rights for the benefit of all associates,even when they are difficult for the populistic electorate to digest.

To attack an institution that has been protecting democracy and peace in Europe for decades, with statements that go hand in hand with frequent attacks on the right of defense, in this way, is even more worrying, for two reasons. Firstly, if it is a "boutade", it is not worthy of the role that the Minister represents; if, instead, he clumsily suggests a future political plan, this will place our legal system in a “legal Paleolithic” that  should already have been overcome long time ago.

La Giunta

La Commissione UCPI per i rapporti con l’Avvocatura e le Istituzioni internazionali

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