28/12/2017
Il principio di oralità-immediatezza, presupposto dell’equo giudizio, non può essere sacrificato in nome della tutela delle vittime di reato

Il principio di oralità-immediatezza, presupposto dell’equo giudizio, non può essere sacrificato in nome della tutela delle vittime di reato: nota alla ordinanza del Tribunale di Bari, Seconda Sezione Penale, del 10 ottobre 2017 che ha sollevato avanti la CGUE una questione pregiudiziale così motivata: se gli artt. 16, 18 e 20 lett. b) della Direttiva 2012/29/UE debbano essere interpretati nel senso che essi ostano a che una persona offesa debba essere sottoposta nuovamente all’audizione dinanzi al mutato giudicante quando una delle parti processuali, ai sensi degli artt. 511, comma 2 e 525, comma 2 c.p.p. (come interpretati dalla giurisprudenza di legittimità) neghi il consenso alla lettura dei verbali di dichiarazioni già in precedenza rese dalla stessa persona offesa nel rispetto del contraddittorio ad un giudice diverso nello stesso processo.

Si ringrazia per la collaborazione nella stesura della nota di commento Riccardo Todesco, componente dell’Osservatorio Europa

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