11/12/2017
INAMMISSIBILE L’EMENDAMENTO CHE AFFOSSAVA LA SPECIALIZZAZIONE DEI PENALISTI

La Commissione Bilancio della Camera ha dichiarato l’inammissibilità dell’emendamento n. 4768/II/1 presentato dall’On. Verini e altri alla Legge di Bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2018. Con tale emendamento si voleva modificare l’art. 9 della Legge di Ordinamento forense, introducendo nel testo normativo, per la materia penale, quattro settori e precisamente “diritto penale minorile, diritto penale dell’ambiente, diritto penale dell’impresa e diritto dell’esecuzione penale”. È doveroso sottolineare l’attenzione prestata dal Presidente della Commissione Bilancio On. Boccia, della Presidente della Commissione Giustizia On. Ferranti e dal Presidente del CNF Avv. Mascherin, che in data odierna ha indirizzato al Ministro della Giustizia una lettera nella quale si sostenevano le ragioni dell’Unione delle Camere Penali Italiane, rammentando, tra l’altro, che la nostra associazione è stata quella trainante in materia di specializzazione.

Il comunicato della Giunta

INAMMISSIBILE L’EMENDAMENTO CHE AFFOSSAVA LA SPECIALIZZAZIONE DEI PENALISTI

La Commissione Bilancio della Camera ha dichiarato l’inammissibilità dell’emendamento n. 4768/II/1 presentato dall’On. Verini e altri alla Legge di Bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2018. Con tale emendamento si voleva modificare l’art. 9 della Legge di Ordinamento forense, introducendo nel testo normativo, per la materia penale, quattro settori e precisamente “diritto penale minorile, diritto penale dell’ambiente, diritto penale dell’impresa e diritto dell’esecuzione penale”.

La modifica legislativa proposta avrebbe stravolto, e di fatto pregiudicato e compromesso, la specializzazione penale così come prevista dal Regolamento ministeriale dell’agosto 2015, nel quale, correttamente, era stato stabilito che per la materia penale vi fosse un ambito unitario di specializzazione perché inscindibilmente collegato al rito.

Non appena l’Unione ha appreso dell’emendamento, tanto più inaspettato perché presentato dopo pochi giorni dalla sentenza del Consiglio di Stato pubblicata il 28.11.2017, la Giunta è intervenuta dapprima in sede di Comitato delle associazioni specialistiche promosso dal CNF, che ha espresso forti perplessità nei confronti della modifica apportata per il settore penale. In seguito, con il proprio Osservatorio, ha indirizzato al Ministro della Giustizia, On. Orlando, al Presidente della Commissione Bilancio della Camera, On. Boccia, e alla Presidente della Commissione Giustizia della Camera,On. Ferranti, missive nelle quali esprimeva disappunto sia nel metodo che nel merito.

Quanto al metodo si rilevava che l’emendamento non appariva ammissibile perché incongruamente inserito in una Legge di Bilancio, senza che vi fosse alcuna attinenza con la stessa e senza che vi fosse stato, dopo la sentenza del Consiglio di Stato, alcun approfondimento e alcuna interlocuzione con i soggetti interessati.

Nel merito si osservava che l’emendamento avrebbe frustrato la possibilità di specializzarsi per la stragrande maggioranza degli avvocati penalisti, che non trattavano i settori proposti e che mai nessuno aveva posto in discussione la necessità di una specializzazione indivisa per il settore penale, mai messa in discussione in precedenza, anche per garantire i parametri di effettività nell’esercizio della professione forense, come sottolineato dal Consiglio di Stato.

Si aggiungeva che la specificità e l’unitarietà del settore penale erano stati condivisi dal CNF e dallo stesso Ministro, che l’aveva valorizzata sostenendola anche nel corso di incontri. Infine, si rammentava che, sulla base del Regolamento del 2015, molti giovani avevano proseguito e intrapreso il percorso per la specializzazione, e che una modifica così radicale li avrebbe danneggiati.

Dopo aver appreso dell’emendamento, l’interlocuzione con le Istituzioni è stato continuo e incessante, per rappresentare le ragioni dei penalisti, che sempre hanno avuto a cuore la qualificazione professionale del difensore nell’interesse dei propri assistiti, e soprattutto dei meno abbienti, affinché venisse assicurata l’effettività della difesa in sede giudiziaria.

E’ doveroso sottolineare l’attenzione prestata dal Presidente della Commissione Bilancio, On. Boccia, della Presidente della Commissione Giustizia, On. Ferranti, e del Presidente del CNF, Avv. Mascherin, che in data odierna ha indirizzato al Ministro della Giustizia una lettera nella quale si sostenevano le ragioni dell’Unione delle Camere Penali Italiane, rammentando, tra l’altro, che la nostra associazione è stata quella trainante in materia di specializzazione.

La Giunta

 

Roma, 11 dicembre 2017