24/09/2017
Modifica del codice di autoregolamentazione delle astensioni: la Commissione di Garanzia sospende ogni iniziativa.

La Commissione di Garanzia, in accoglimento di una delle richieste formulate dall’Unione all’esito delle interlocuzioni, ha sospeso ogni iniziativa in ordine alla richiesta di modifica del codice di autoregolamentazione, restando in attesa del giudizio della Corte Costituzionale.

La Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi essenziali ha comunicato ufficialmente all’UCPI di aver sospeso, in accoglimento di una delle richieste formulate all’esito delle interlocuzioni, ogni iniziativa in ordine alla richiesta di modifica del codice di autoregolamentazione, restando in attesa del giudizio della Consulta relativo alle questioni di legittimità sollevate dai giudici di Reggio Emilia e di Venezia.    
Con le osservazioni depositate all’Ufficio del Garante il 24 agosto scorso, cui avevano aderito le altre associazioni, l’Unione aveva difeso con fermezza l’attuale assetto dell’autoregolamentazione del diritto all’astensione dalle udienze anche nei processi con detenuti, allegando tutta la documentazione necessaria affinché, la Commissione, potesse avere adeguata contezza del rilievo costituzionale dei temi che hanno indotto l’Unione delle Camere Penali Italiane a compiere la responsabile e difficile scelta di deliberare, sempre nel rispetto delle regole di quel codice, un numero di astensioni certamente eccezionale.
La ferma opposizione ad ogni ipotesi di restrizione degli ambiti di esplicazione del diritto alla astensione degli avvocati, la cui legittimità è stata affermata dalla Corte Costituzionale e più volte confermata dalle Sezioni Unite della Corte Suprema, è stata in quel documento prodotto al Garante motivata dal fatto che l’UCPI non persegue, né ha mai perseguito, finalità di natura sindacale, corporativa o particolaristica, né ha mai deliberato astensioni volte alla tutela di interessi di categoria, operando da sempre in difesa dei principi costituzionali e convenzionali del “giusto processo”, nell’interesse di tutti i cittadini e nel rispetto dei valori di uno stato di diritto costituzionale. 


Roma, 23 settembre 2017


La Giunta