20/04/2017
Ora si faccia presto: mai pił bambini in carcere

La Corte Costituzionale con la sentenza n. 76 dello scorso 12 aprile ha affermato che devono considerarsi “superiori” le esigenze di tutela della maternità e del minore rispetto alla pretesa punitiva dello Stato.

L’Unione Camere Penali Italiane, con il proprio Osservatorio Carcere, aveva da tempo denunciato la presenza in carcere di donne con i loro bambini. Nel corso delle visite agli istituti di Como ed Avellino erano state riscontrate situazioni che compromettevano la salute stessa dei piccoli detenuti. Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando aveva assicurato che entro la fine del 2015 tale condizione disumana sarebbe stata eliminata. Non è stato così e per alcune madri vi era anche un insormontabile ostacolo normativo, oggi finalmente rimosso dalla Corte Costituzionale che, decidendo sulla questione di legittimità sollevata dal Tribunale di Sorveglianza di Bari, ha evidenziato che il Legislatore non può escludere “in assoluto” l’accesso ad un istituto primariamente volto alla salvaguardia del rapporto della madre con il minore in tenera età, solo perché la condanna riguarda uno dei delitti di cui all’art. 4 bis..

Viene così eliminato uno dei tanti rigidi automatismi che, in sede di esecuzione della pena,  impediva  alle madri condannate di espiare la pena in detenzione domiciliare o in strutture protette, privandole del necessario rapporto con il minore e causando il fenomeno della “carcerizzazione degli infanti”.

Se l’interesse del minore è preminente, scrive la Consulta, deve poter esser oggetto di bilanciamento e, laddove il Giudice escluda il pericolo di reiterazione del reato, non può impedire la  concessione del beneficio.

L’ostacolo ad un reale accesso alle misure alternative costituito dall’inderogabile catalogo dei reati ostativi, subisce una prima necessaria scalfitura e vede quindi primeggiare i diritti fondamentali dell’individuo rispetto alle generiche esigenze di sicurezza dello Stato.

Alla soddisfazione per tale pronuncia deve ora seguire immediatamente il riesame della posizione giuridica di tutte le detenute con i loro bambini, affinché la pena delle madri venga scontata senza pregiudicare la salute dei figli.

Roma,20 aprile 2017

La Giunta

L’ Osservatorio Carcere UCPI