Osservatorio Misure Patrimoniali

Un movimento tellurico sta interessando il nucleo del sistema sanzionatorio italiano, quello fondato dalla cultura liberale moderna intorno al principio di legalità dei reati e delle pene, che considerava l’afflittività come l’ineludibile conseguenza della commissione di un reato.

Il diritto penale della postmodernità mistifica invece il proprio volto repressivo dietro il crescente numero di misure patrimoniali che affollano l’ordinamento, prima risposta sintomatico-sanzionatoria offerta da un legislatore solerte a intercettare i consensi sui fenomeni della perenne emergenza, motore dell’esigenza collettiva di sicurezza.

In particolare, la prevenzione patrimoniale è segnata da allarmanti scansioni.

Non c’è bisogno di un fatto-reato da commettere o accertare, non vi è necessità di avere riguardo a beni costituzionalmente protetti – perché il patrimonio è, già sul piano ideologico, un valore controverso – non vi è più esigenza di una pericolosità sociale da acclarare, non vi è quindi ragione per un giusto processo da implementare e, quale epilogo, non vi sono garanzie da dover osservare.

I Componenti dell’Osservatorio sulle Misure Patrimoniali guidato da Michele Cerabona – Osservatorio fortemente voluto dall’attuale Giunta dell’Unione – hanno preso recisa posizione contro questa deriva, segnalando, in un primo volume già dato alle stampe e presentato in occasione di un  convegno tematico svoltosi a Catanzaro, la più colossale “truffa delle etichette” che si sta consumando con la convalida e l’ampliamento del sistema di prevenzione patrimoniale, in uno con l’infernale, quotidiana gemmazione di nuove confische, produttive di un disordine non arginato da una giurisprudenza a volte sedotta dal mito della effettività del sistema.

“L’arcipelago delle confische”, questo il titolo dell’opera, ben mostra – attraverso l’esame della confisca di prevenzione, di quella ex 12 sexies e di quella per valore equivalente, passando per le prospettiva aperte dalla Sentenza CEDU Grande Stevens e le disfunzioni applicative sull’amministrazione giudiziaria dei beni e sulla tutela dei terzi – la stratificazione normativa che affligge un settore sottratto ai principi di sistema e sovente abbandonato alle onde del “common law” di Strasburgo. 



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21/09/2017

'Vivere onestamente' e 'rispettare le leggi'

Il 5 settembre sono state depositate le motivazioni della Sentenza emessa dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione il precedente 27 aprile, che ha enunciato il principio di diritto inerente all’impossibilità dell’inosservanza delle prescrizioni generiche di “vivere onestamente” e “rispettare le leggi” a integrare la fattispecie di cui al 75 codice antimafia.

L'analisi dell'Osservatorio Misure Patrimoniali UCPI

 

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