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La notiziona
18/03/2009
ASTENSIONE PER FAR RIPARTIRE LE RIFORME
18.03.09
Proclamata l'astensione dal 30 marzo al 3 aprile. Immobilismo sulle riforme organiche e ordinamentali, iperattivismo illiberale sulla sicurezza, tradimento degli impegni pubblici con i cittadini: i penalisti non possono accettare supinamente le derive oscurantiste della maggioranza. Il 2 aprile a Roma.
Dopo mesi di impegni abbandonati, di promesse pubbliche non mantenute la misura era colma. Ed e' stata gravata poi dalla deriva securitaria delle ultime settimane rispetto alla quale deludenti sono state le risposte della maggioranza ai tentativi di interlocuzione dell'Ucpi, tentati anche negli ultimi giorni.
Visualizza la delibera di astensione
GIUSTIZIA: SETTIMANA SCIOPERO PENALISTI PER MANCATA RIFORMA (ANSA) - ROMA, 18 MAR - Una settimana di sciopero degli avvocati penalisti per protestare contro l' ''immobilismo del Governo sulle riforme organiche della giustizia piu' volte preannunciate''. A proclamare l'astensione dalle udienze e dall'attivita' giudiziaria e' l'Unione delle camere penali italiane per i giorni dal 30 marzo al 3 aprile 2009. L'Ucpi - si afferma in un comunicato - ''intende segnalare con forza al Governo e all'opinione pubblica la necessita' e l'urgenza di una riforma della giustizia che sia organica e di stampo liberale''. Mei prossimi giorni i penalisti renderanno note le iniziative di protesta e di proposta che si svolgeranno durante l'astensione. (ANSA). COM-BAO 18-MAR-09 16:16 NNN In programma nella settimana di astensione anche un convegno sul tema "NUOVO ORDINAMENTO FORENSE dal progetto dell'Avvocatura alla legge", che si svolgerà il 1 aprile sempre presso la Residenza di Ripetta.
Visualizza il manifesto dell'iniziativa
17.03.09
Dopo l'incontro di ieri, una delegazione UCPI audita sul decreto legge sicurezza: le risposte di questi giorni della politica non segnano progressi. Non si avverte disponibilità al cambiamento di linea. E la riforma organica è completamente uscita dall'agenda. Gli esiti degli incontri alla attenzione della Giunta in queste ore. L'ANM silente.
Nel corso degli ultimi dieci giorni l'Unione delle Camere Penali Italiane sta sondando con maggiore assiduità la politica per percepire la disponibilità a temperare o eliminare gli aspetti più pericolosi e regressivi del decreto legge sulla sicurezza e degli altri provvedimenti più volte oggetto di critica in questi mesi. Numerosi gli incontri, formali ed informali. Il panorama appare estremamente deludente. Sia ieri in Commissione Affari Costituzionali, sia oggi in Commissione Giustizia alla Camera il clima che si percepisce è di blindatura dei progetti (pur con qualche apparente disponibilità ad alcune modifiche). Questa mattina in Commissione Giustizia (vedi sotto le note ANSA), alla presenza del Presidente Bongiorno e di numerosi deputati (Bernardini, Tenaglia, Ferranti per l'opposizione) Napoli ed altri per la maggioranza, l'UCPI ha denunciato la sostanziale inemendabilità del provvedimento (il termine per gli emendamenti scadrà nel pomeriggio), la deriva illiberale delle misure in votazione, la indisponibilità dell'avvocatura penale ad accettare la regressione dei provvedimenti proposti. Ma la situazione peggiore è l'accantonamento delle ultime settimane dei progetti di riforma costituzionale su cui maggioranza e Governo si erano impegnati pubblicamente. La situazione di degrado delle ultime settimane, infatti, si accompagna all'immobilismo totale per la riforma organica da sempre richiesta dall'UCPI. IN queste ore tali dati ed elementi sono alla attenzione della Giunta per una valutazione politica della situazione che si è andata determinando nonostante il tentativo dell'UCPI di governare i provvedimenti in corso di discussione ed i molteplici documenti fatti pervenire alle forze politiche per modificare il contenuto delle proposte in corso di discussione.
SICUREZZA: UCP, DL RONDE? INUTILE E PERICOLOSO (ANSA) - ROMA, 17 MAR - Il vertice dell'Unione camere penali boccia senza appello il decreto-ronde e, in una audizione informale in commissione Giustizia della Camera, parla di ''provvedimento inutile e pericoloso''. ''Esprimiamo un giudizio - spiega Renato Borzone - molto, molto, molto critico. Mentre constatiamo una totale immobilita' per quanto riguarda la riforma dell'ordinamento giudiziario, piu' volte promessa e sbandierata dall'attuale Governo, registriamo invece la messa a punto di un provvedimento inutile e dannoso come questo 'decreto ronde'''. ''A nostro avviso - prosegue Borzone - si tenta di fare solo della demagogia, di buttare fumo negli occhi dei cittadini, segnando di fatto una regressione enorme per quanto riguarda il codice penale. Ogni reato, infatti, con questo tipo di legislazione, ha di fatto un suo processo e questo non fa altro che allungare i tempi e rendere tutto il meccanismo piu' complesso e farraginoso''. ''Questo modo di legiferare - incalza il prof. Vincenzo Maiello della giunta dell'Unione camere penali - e' davvero inaccettabile perche' noi contestiamo il principio che si ricorra su questa materia all'uso del decreto legge. In materia penale, infatti, il ricorso al decreto andrebbe interdetto perche' quando si mette mano alle norme del codice penale tutto dovrebbe essere analizzato con ponderazione e lucidita'''. ''Riteniamo del tutto sbagliato - sottolinea Borzone - che in materia penale il legislatore diventi preda dell'emotivita'''. Borzone e Maiello puntano il dito pero' contro i magistrati che prima ''contestano questo tipo di provvedimento e poi pero' lo cavalcano, come dimostra la richiesta di applicazione retroattiva della norma avanzata oggi dalla procura di Roma''. ''Comunque tutti i penalisti sono mobilitati contro questo decreto - afferma ancora con forza il vicepresidente dell'Unione Camere penali - noi siamo trasversali e non abbiamo alcun pregiudizio di natura politica ma dobbiamo sottolineare che l'Esecutivo, che era partito con un modo di governare liberale, adesso dimostra solo impulsi autoritari e demagogici che, a dire la verita', ci preoccupano''. Dopo aver bocciato l'idea delle ronde (''pericolosissime e del tutto inutili'') Borzone e Maiello continuano a bacchettare il Governo sostenendo che ''l'esigenza della sicurezza e' stata enfatizzata a dismisura, creando un clima di caccia alle streghe'' e che ''tutte le promesse fatte per quanto riguarda la riforma dell'ordinamento giudiziario, non sono state mantenute''. (ANSA). BSA/MRC 17-MAR-09 12:09 NNNN
Apc-Sicurezza/Toghe e polizia:Chi fa ronde non sia pubblico ufficiale Perplessità dei tecnici su dl governo: "vediamo i regolamenti" Roma, 17 mar. (Apcom) - "Aspettare i regolamenti" è stata la frase più pronunciata, ma magistrati e poliziotti hanno già espresso quasi a una voce, questa mattina in audizione davanti alla commissione Giustizia della Camera, alcune perplessità sul dl anti-stupri. La più forte riguarda l'inquadramento dei volontari che costituiranno le ronde: secondo i 'tecnici' "non possono e non devono essere inquadrati come pubblici ufficiali". A dirlo espressamente è stato il segretario dell'Anm Giuseppe Cascini, mentre il vicecapo della Polizia, Francesco Cirillo, si è limitato a ricordare che "la legge 121 sulla polizia dice all'articolo 1 che la sicurezza e l'ordine pubblico sono in capo al ministro dell'Interno a livello nazionale e al prefetto a livello provinciale". Ciò premesso, l'attesa è veramente tutta per i regolamenti attuativi, soprattutto perchè è lì che dovranno essere contenuti i parametri di attuazione della norma. I magistrati, però, un suggerimento tengono a darlo subito: "E' necessario - ha detto Cascini - che sia precisato chi può entrare a far parte delle associazioni di volontari per la sicurezza, escludendo chi ha precedenti penali o chi è sottoposto misure di sicurezza". E poi anche chi magari ha avuto segnalazioni per episodi di violenza o, soprattutto in certe zone, è "in odore di mafia", perchè altrimenti si arriverebbe all'assurdo di trovare in giro a presidiare il territorio "chi lo fa già per tutt'altri scopi". Fuor di allusione, si potrebbe creare, secondo Cascini, il rischio di trovare magari un gruppo di persone che pattuglia una strada per estorcere il pizzo ai negozianti 'cammuffato' da 'ronda per la sicurezza'. Anche da Cirillo un suggerimento pratico: "I volontari che costituiscono questi gruppi - ha detto il vicecapo della polizia - dovranno avere dei segni distintivi che li rendano riconoscibili". Detto questo, per il prefetto ben venga la "sicurezza partecipata", ma l'importante è la chiarezza delle norme. "Del resto - ha sintetizzato con i cronisti Cirillo - la polizia non commenta e non giudica le norme, le applica". Infine, bocciatura del decreto in toto da parte degli avvocati penalisti: le ronde, per il segretario delle Camere Penali Renato Borzone, sono "pericolosissime e del tutto inutili" e "l'esigenza della sicurezza è stata enfatizzata a dismisura dal governo, creando un clima di caccia alle streghe. Tutte le promesse fatte per quanto riguarda la riforma dell'ordinamento giudiziario - ha detto il rappresentante degli avvocati - non sono state mantenute". Gic 171417 mar 09
16.03.09
La Giunta UCPI, nelle persone del Vicepresidente Avv. Renato Borzone, del Segretario Avv. Lodovica Giorgi e del Componente di Giunta Avv. Franco Oliva, è stata ricevuta quest'oggi dall'On. Jole Santelli, relatrice alla I Commissione del ddl C 2180.
In questa sede la Giunta ha manifestato all'On. Santelli la propria ferma contrarietà ad interventi normativi disorganici, emergenziali ed inefficaci, sottolineando anche taluni profili di incostituzionalità della normativa all'esame della I e della II Commissione. Oggetto di discussione, prima di tutto, la logica illiberale sottesa al ddl e poi, fra l'altro, le ipotesi di modifica dell'articolo 41 bis, l'introduzione del reato di ingresso illegale e la previsione della "collaborazione" quale circostanza attenuante ad effetto speciale. L'On. Santelli ha mostrato di comprendere le ragioni dei penalisti facendo contestualmente presente che il testo del ddl non è blindato ancorchè il Governo ritenga effettiva l'emergenza sicurezza e quindi necessaria la predisposizione di misure atte a garantirla. Domani la Giunta sarà audita dinanzi alla Commissione Giustizia della Camera sul ddl di conversione del decreto legge dei giorni scorsi.
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