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La notiziona
27/01/2009
RIPRISTINATA LA SCRIMINANTE DELL'ABUSO DEL P.U.
27/01/09
E’ stato approvato nel pomeriggio in aula l’emendamento 2.100 del Governo, contenente elenco delle norme da non abrogare. Tra queste è fatta salva la n. 25749 ovvero il DECRETO LEGISLATIVO LUOGOTENENZIALE 14 SETTEMBRE 1944, N. 288. - PROVVEDIMENTI RELATIVI ALLA RIFORMA DELLA LEGISLAZIONE PENALE.
26/01/09
Si è svolta e conclusa la discussione generale presso l’aula della Camera del provvedimento in materia di semplificazione. Ancora in sede di replica agli interventi dei deputati, il Ministro Calderoli ha assicurato la presentazione di un emendamento di “recupero” delle norme in relazione alle quali siano stati presentati emendamenti da parte dell’opposizione.
22/01/09
Dopo la presentazione da parte dell'on. Concia dell'emendamento volto a reintrodurre la scriminante dell'abuso del p.u., la I commissione del Senato ha espressamente accolto la richiesta formulando un proprio parere in tal senso.
Prosegue l’azione di “salvataggio” del decreto legislativo 288 del 44. Il gruppo PD infatti ha sostenuto, come da noi auspicato, la proposta emendativa dell’On.le Concia anche in sede consultiva ieri presso L’On.le Marilena SAMPERI (PD, membro della II Commissione) nel corso dell’esame svoltosi ieri in Comm. Giustizia nel rilevare come sia estremamente dannosa per l'ordinamento una abrogazione indiscriminata di un elevatissimo numero di provvedimenti legislativi, ha segnalato che fra gli atti legislativi che non dovrebbero essere assolutamente abrogati risulta anche il decreto legislativo luogotenenziale 14 settembre 1944, n. 288, recante provvedimenti relativi alla riforma della legislazione penale. Il predetto provvedimento, infatti, all'articolo 4, dispone che non si applicano le disposizioni di cui agli articoli 336, 337, 338, 339, 342 e 343 del codice penale quando il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio ovvero il pubblico impiegato abbia dato causa al fatto preveduto negli stessi articoli, eccedendo con atti arbitrari i limiti delle sue attribuzioni. Saperi ha sottolineato come sia di tutta evidenza che l'abrogazione di tale norma costituirebbe un gravissimo vulnus per l'ordinamento e ha chiesto pertanto al relatore di tenere conto anche di questo rilievo. Ha replicato l’On.le Giulia BONGIORNO, presidente,che ha fatto presente che in merito all'abrogazione del decreto legislativo luogotenenziale 14 settembre 1944, n. 288 sono pervenuti alla Commissione anche i rilievi dell'Unione delle Camere penali italiane. E’ stato quindi approvato ieri un parere alla I Commissione che riporta espressamente la richiesta di non abrogare il decreto 288 del ’44 e ricalca l’emendamento Concia come da noi suggerito.
Visualizza la lettera inviata all'On.le Bruno
Visualizza il comunicato stampa del PD del 22.01.09
L'onorevole Paola Concia del PD, facendo propria la denuncia dell'UCPI circa l'eliminazione della scriminante contenuta nel decreto legislativo luogotenenziale 288 del 1944, relativa all'abuso del p.u., ha presentato un emendamento soppressivo del Ddl sulla "semplificazione"
Di seguito il testo dell'emendamento presentato dall'On.le Concia
All’Art. 2, Comma 1, Allegato 1 sopprimere la seguente voce: N. 25749 – Serie: DLGLT – Data: 14/09/1944 – Numero: 0288 - DECRETO LEGISLATIVO LUOGOTENENZIALE 14 SETTEMBRE 1944, N. 288. - PROVVEDIMENTI RELATIVI ALLA RIFORMA DELLA LEGISLAZIONE PENALE. (PUBBLICATO NELLA GAZZETTA UFFICIALE N.79 DEL 9 NOVEMBRE 1944) Relazione illustrativa: L’emendamento mira al ripristino in sede di conversione del decreto legge del decreto legislativo luogotenenziale 14 settembre 1944 n. 288, Tale decreto legislativo, che garantiva il cittadino contro gli eccessi arbitrari dei funzionari pubblici, è una delle prime norme emanate dopo la caduta del fascismo, che smussava le asprezze autoritarie del codice penale del '30, e ricostruiva un ponte con la tradizione illuminata del classicismo penale. Quell’atto normativo infatti prevedeva una speciale discriminante per le reazioni dei cittadini agli abusi commessi dai pubblici ufficiali. La norma è ancora oggi una garanzia fondamentale per i diritti degli individui. Con la sua eliminazione il cittadino è più indifeso di fronte ad eventuali soprusi delle autorità, ed il Paese torna indietro ad una dimensione autoritaria dei rapporti fra cittadino e Stato, non giustificata nello stato di diritto. L'abrogazione del decreto legislativo luogotenenziale 288/1944 rappresenta un inaccettabile arretramento del livello di civiltà dell'ordinamento dello Stato.
Visualizza la delibera della Giunta UCPI sul punto
GIUSTIZIA: UCPI, GARANZIE CONTRO ABUSI FUNZIONARI PUBBLICI (AGI) - Roma, 14 gen. - I penalisti italiani lamentano l'abrogazione del decreto legislativo che garantiva il cittadino contro gli eccessi arbitrari dei funzionari pubblici, e ne chiede il ripristino in sede di conversione del decreto legge. "Questo decreto - si spiega in una nota delle Camere penali - e' stato abrogato dal dl 22 dicembre 2008, n. 200, che mira alla semplificazione normativa eliminando 29mila leggi emanate tra il 1861 e il 1947. In questo modo e' stata eliminata la prima norma emanata dopo la caduta del fascismo, che smussava le asprezze autoritarie del codice penale del '30, e ricostruiva un ponte con la tradizione illuminata del classicismo penale". Tale atto normativo infatti prevedeva una speciale discriminante per le reazioni dei cittadini agli abusi commessi dai pubblici ufficiali. "Al di la' della sua connotazione simbolica - segnala Lodovica Giorgi, segretario dell'Ucpi - la norma e' ancora oggi una garanzia fondamentale per i diritti degli individui. Con la sua eliminazione il cittadino e' piu' indifeso di fronte ad eventuali soprusi delle autorita', ed il Paese torna indietro ad una dimensione autoritaria dei rapporti fra cittadino e Stato, non giustificata nello stato di diritto". L'Unione delle Camere penali, dunque, "senza con cio' voler negare la generale professionalita' dalle forze di Polizia", denuncia come "l'abrogazione del decreto legislativo luogotenenziale 288/1944 rappresenti un inaccettabile arretramento del livello di civilta' dell'ordinamento dello Stato". Stamattina, inoltre, si e' svolto un incontro tra l'Osservatorio Carcere dell'Ucpi ed il responsabile della direzione generale detenuti e trattamento del Dap, Sebastiano Ardita, per un confronto molto aperto sui problemi del carcere e dei regimi differenziati di detenzione. I penalisti hanno ottenuto, si legge ancora nella nota, di poter accedere all'interno degli istituti penitenziari per rendersi personalmente conto dei problemi legati alla esponenziale crescita della popolazione detenuta, delle condizioni della vita quotidiana dei detenuti, dei problemi che affliggono il personale penitenziario e gli agenti di custodia. L'incontro si e' chiuso con l'auspicio di una maggior collaborazione tra il Dap e le Camere penali. (AGI) .red/Oll 141803 GEN 09 NNNN
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