L'ANM chiede l'intervento dell'ONU e l'UCPI le fa eco. In una immaginaria lettera del Vice Presidente tutti i mali della giustizia italiana che certamente l'ANM avrà cura di sottolineare. "I magistrati dell'ANM sono come le nostre mamme".
Visualizza la Lettera del Vice Presidente Borzone.
...e intanto l'ANM si spacca.
GIUSTIZIA:MAGISTRATURA INDIPENDENTE CONTRO APPELLO ANM A ONU (ANSA) - ROMA, 20 NOV - ''Totale dissenso'' per l'iniziativa dell'Associazione nazionale magistrati di fare appello all'Onu contro il governo italiano viene espressa da Magistratura indipendente, la corrente piu' moderata delle 'toghe'. E' ''un'iniziativa che incrina la credibilita' a livello internazionale del nostro paese e che appare del tutto inopportuna in un momento in cui la solidita' e la capacita' di dialogo delle istituzioni rappresentano il presupposto indispensabile per il rilancio dell'economia e del sistema politico italiano'', viene affermato in una nota Magistratura indipendente si appella inoltre al Presidente della Repubblica ''perche' si faccia promotore di una iniziativa che, attraverso la creazione di un tavolo di concertazione istituzionale, sottragga, finalmente, il dibattito sulla giustizia all' occasionalita' degli interventi politici, permettendo di realizzare una riforma della giustizia italiana conforme ai valori della Costituzione Repubblicana e alle non piu' eludibili esigenze dei cittadini''. E ancora: e' necessario ''sottrarre la magistratura e la giustizia ad ogni tipo di strumentalizzazione politica, restituendole dignita' e possibilita' di operare con efficienza ed equilibrio''. MI sottolinea, infine, ''la difficilissima situazione umana e professionale di tutti quei magistrati, costretti ad operare in situazioni di totale disagio e privi di risorse, che, silenziosamente, adempiono ogni giorno al loro dovere''. (ANSA).
Da "lastampa.it"
Toghe rosse e caschi blu
MATTIA FELTRI
Se stamattina, transitando a Roma per via del Plebiscito, o nelle immagini di un tg straordinario, vedete Palazzo Grazioli circondato, sappiate che gli assedianti sono Caschi Blu. Il loro obiettivo è il Grande Dittatore, l’Ultimo Genocida, il Macellaio della Brianza: Silvio Berlusconi. Più avanti ricomparirà ammanettato alla sbarra dell’Aja, forse, finalmente, con la barba lunga e grigia e qualche certezza incrinata sulla sua longevità. E se alla lettura di queste poche righe gli occhi vi si sono sbarrati e la bocca spalancata, considerate che si tratta della medesima reazione, ieri sera, di qualche esponente della maggioranza di governo alla lettura dei dispacci di agenzia: l’Associazione nazionale dei magistrati, il sindacato del potere giudicante, per mano del presidente Luca Palamara e del segretario Giuseppe Cascini, ha chiesto l’intervento dell’Onu per avere protezione dai soprusi del presidente del Consiglio.
Non trattandosi di cinematografia, ci sarà preclusa la scena immortale di Palamara e Cascini che stendono la missiva di raccomandazione al rappresentante delle Nazioni Unite, il relatore speciale per i diritti umani, Leandro Despuov, come fosse il Savonarola. «Negli ultimi mesi, in Italia, si sono riproposti in diverse occasioni duri attacchi alle decisioni della magistratura da parte di esponenti politici e dello stesso Primo Ministro.
Ed ancora una volta si discute di proposte dirette a modificare la composizione e le attribuzioni del Consiglio superiore della magistratura, in modo tale da sminuirne il ruolo di garanzia dell’indipendenza della magistratura».
Ora, a parte che i funzionari del Palazzo di Vetro dovranno valutare quali missioni indebolire per reperire le forze necessarie a espugnare Palazzo Chigi, se ritirare i soldati che ingaggiano guerriglia coi ribelli di Laurent Nkunda in Congo, se richiamare quelli deputati a distribuire aiuti nella Striscia di Gaza, se allertare quelli di stanza nei deserti afghani, oppure se mobilitare le forze impegnate nelle sessioni di colloqui fra Russia e Georgia, o nella stabilizzazione dei Balcani, ecco, a parte questi altissimi interrogativi, noialtri italiani ce ne poniamo di più terra terra. E per esempio se sia questo il risultato del rinnovamento generazionale che l’Anm si era data per trovare nuovi rapporti con la politica, guastati da un quindicennio di fuoco. I predecessori, gente come Elena Paciotti ed Edmondo Bruti Liberati - qualsiasi opinione si abbia di loro - combattevano tosti e in prima persona, e mai si sarebbero sognati l’appello alle Nazioni Unite, la qual cosa è talmente drammatica da sconfinare nell’umoristico.
Dovrebbero figurarsi, Palamara e Cascini, la faccia di Despuov quando leggerà l’implorazione, lui che si occupa di diritti, e non di casi umani. E soprattutto domandarsi quali connotati assuma la leggenda della Toga Rossa se stimola l’ironia sulla calata dei Caschi Blu.