LE ATTIVITA' DELL'UNIONE
L’attività politico-culturale dell’Unione si articola oggi sotto diversi profili.
Senza attribuire all’ordine della seguente esposizione una graduazione di importanza, ne segnalo alcuni.
1) E’ significativa la partecipazione dei nostri rappresentanti alle Commissioni Ministeriali.
In particolare, per guardare alle più recenti, mi riferisco alla Commissione presieduta da Giovanni Conso, incaricata della redazione di un progetto di riforma del codice di procedura penale; a quella, presieduta dall’onorevole Mirone, che ha l’onere di disciplinare il nuovo ordinamento professionale; e a quella, presieduta da Tullio Padovani, che sta occupandosi per l’ennesima volta di selezionare le tipologie di reato in vista di una effettiva depenalizzazione.
2) Nè possono sottovalutarsi le nostre audizioni al Ministero di Grazia e Giustizia, alla Commissione Bicamerale e alle Commissioni "Giustizia" del Parlamento, in cui - non di rado, molto utilmente - abbiamo rappresentato le nostre posizioni sui temi più rilevanti.
3) Anche per evitare che l’intolleranza di certa magistratura, e dei suoi lacchè politico-istituzionali, procurasse all’avvocatura una disciplina imposta dall’alto, e comunque dall’esterno, l’Unione ha provveduto a darsi le regole dell’astensione collettiva dalle udienze.
Anche a seguito delle sollecitazioni parlamentari, secondo cui era preferibile al disegno di legge governativo una disciplina comune dell’avvocatura, le regole approvate dagli organi direttivi dell’Unione, a Torino il 3-2-96, furono poi sostanzialmente condivise dall’Organismo Unitario, insieme al quale si pervenne a Roma a un articolato comune, in data 6-6-97.
4) Invero, le astensioni dalle udienze erano divenute un rimedio non più eccezionale, in correlazione con i continui allarmi provocati dalle iniziative parlamentari e governative: la riforma delle misure cautelari, quella dell’articolo 513 c.p.p., il cosiddetto pacchetto Flick, l’elaborazione della commissione Bicamerale nel settore giustizia, segnano altrettanti momenti di tensione e di battaglia.
5) L’elaborazione scientifica e culturale dell’Unione è rappresentata, tra l’altro: da una serie innumerevole di qualificatissimi convegni; dalla rivista, ieri la gloriosa "DIFESA PENALE", oggi sta per nascerne un’altra, con l’impegno anche economico di tutti gli iscritti, che si sono al tal fine tassati; dalle proposte di legge, elaborate con grande cura e competenza: la più nota, quella sulle indagini difensive, ha consentito alla commissione "Conso" prima, al governo poi, di lavorare sulla base dell’articolato varato al convegno di Siracusa nel dicembre 1993; dalla collana pubblicata dalla casa editrice Giuffrè in collaborazione con l’Unione e con il suo "Centro Studi Aldo Marongiu"; dalle edizioni CEDAM, curate da Niccolò Ghedini e Piero Longo (codice penale e di rito, commentati con le decisioni della Corte costituzionale, riedizione anastatica di un’opera di Mario Pagano, etc.); dalla pagina mensile su "ITALIA OGGI", che contiene notizie e documenti dell’Unione; dal notiziario quindicinale edito a cura di alcuni colleghi della camera penale di Padova; e - perchè no? - dalla "toga tosta" assegnata annualmente dalla camera penale di Alessandria al difensore che si sia distinto sul campo per la sua intemerata intransigenza.
6) Nel breve volgere di un paio d’anni, alla ricerca costante e responsabile della migliore efficienza dei suoi organi rappresentativi, si sono rivisitate le regole statutarie, cui sono stati dedicati due congressi straordinari: l’uno ad Alghero dal 22 al 24 settembre 1995, l’altro a Montecatini dal 24 al 26 ottobre 1997.
7) Alla elaborazione di tutte le camere penali, che condusse all’approvazione, a Catania il 30 marzo 1996, di diciassette regole deontologiche, è - tra l’altro - connesso un risultato prestigioso: il Consiglio Nazionale Forense ha raccolto il senso del nostro impegno, istituendo una commissione che, con la presidenza di Remo Danovi e con la partecipazione di un nostro rappresentante, ha guidato l’avvocatura italiana verso il suo primocodice deontologico, approvato dal C.N.F. il 17 aprile 1997.
Nella relazione di presentazione del codice, la detta commissione dà ufficialmente atto del ruolo importante dell’Unione anche in questa fondamentale conquista dell’avvocatura.
8) I corsi di DEONTOLOGIA E TECNICA DEL PENALISTA si tengono annualmente a Roma, e tendono alla formazione del penalista.
Sono destinati ai laureati in giurisprudenza che intendano esercitare, o che già esercitino, la professione dell’avvocato penalista.
Si prefiggono di fornire gli elementi pratici e deontologici indispensabili per la esplicazione dell’attività professionale.
Si articolano in cieli di lezioni da svolgersi in sedute intensive dal venerdì pomeriggio alla domenica mattina inclusa, programmate per cinque fine-settimana, e arricchite dall’intervento di docenti scelti tra i migliori avvocati italiani.